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domenica 25 giugno 2017

CACHESSIA



La cachessìa o sindrome da deperimento è una perdita di peso, atrofia muscolare, stanchezza, debolezza e significativa perdita di appetito in un individuo che non sta attivamente cercando di perdere peso. La definizione formale della cachessia è una perdita di massa corporea che non può essere invertita con il nutrimento: anche se l'individuo che ne soffre assumesse più calorie, la massa corporea magra verrebbe comunque persa, il che sta ad indicare la presenza di una patologia primaria.

La cachessia si verifica nei pazienti con tumore, AIDS, malattia di Alzheimer (stadio avanzato), broncopneumopatia cronica ostruttiva, sclerosi multipla, insufficienza cardiaca, tubercolosi, polineuropatia amiloide familiare, avvelenamento da gadolinio, avvelenamento da mercurio (acrodinia) e carenza ormonale.

Il deperimento dell'organismo si accompagna quindi a edemi (per ipoproteinemia ed altre alterazioni dell'equilibrio idroelettrolitico) astenia, dispnea, anoressia, febbre, alterazioni del sensorio e agitazione psicomotoria.

Si tratta di una condizione grave e coloro che la sperimentano vedono aumentare drammaticamente la propria probabilità di morte per la malattia di base. La cachessia può essere un segno di varie patologie sottostanti; quando un paziente si presenta con questa condizione, un medico generalmente prende in considerazione la possibilità della presenza di un tumore, di una acidosi metabolica (diminuzione della sintesi proteica e aumento del catabolismo proteico), di alcune malattie infettive (ad esempio, la tubercolosi e l'AIDS), la pancreatite cronica e alcune malattie autoimmuni o una dipendenza da anfetamine. La cachessia indebolisce fisicamente i pazienti ad uno stato di immobilità derivante dalla perdita di appetito, dall'astenia e dall'anemia e la risposta al trattamento standard è generalmente deludente. La cachessia include la sarcopenia come parte della condizione.

La cachessia si riscontra spesso nei pazienti oncologici in fase terminale e in questo contesto prende il nome di cachessia neoplastica. I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia possono accusare una sindrome cachettica. Inoltre, una comorbilità di cachessia può essere vista nei pazienti che presentano una delle malattie classificate tra le malattie polmonari croniche ostruttive. La cachessia è anche associata con le fasi avanzate della insufficienza renale cronica, con la fibrosi cistica, la sclerosi multipla, la malattia del motoneurone, la sindrome di Parkinson, la demenza, l'AIDS e altre malattie progressive e degenerative.

Il meccanismo esatto con cui queste malattie causano la cachessia è poco conosciuto, ma vi è probabilmente un ruolo per le citochine infiammatorie, come il fattore di necrosi tumorale-alfa (che è anche soprannominato 'cachessina'), per l'interferone gamma e l'interleuchina 6, così come i fattori proteolitici secreti dal tumore.

Sindromi correlate includono kwashiorkor e marasma, anche se queste non sempre hanno una malattia causale sottostante e sono più spesso sintomi di una grave malnutrizione.

Coloro che soffrono di disturbi alimentari, come l'anoressia nervosa, sembrano avere livelli plasmatici elevati di grelina. Livelli di grelina sono riscontrabili anche nei pazienti con cachessi indotta da un tumore.

Il trattamento o la gestione della cachessia dipende dalle cause, dalla prognosi generale e da altri fattori legati al paziente. Se possibile, ed accettabile, le cause reversibili e le patologie che l'hanno causata, vengono trattate. Le terapie non farmacologiche che hanno dimostrato di essere efficaci nella cachessia indotta da un tumore includono una consulenza nutrizionale, interventi psicoterapeutici e l'allenamento fisico.

In Europa, il trattamento raccomandato è il risultato di una combinazione di nutrizione, terapia farmacologica e non farmacologica. L'assunzione di steroidi può essere utile nella cachessia neoplastica, ma il loro utilizzo è raccomandato per una durata massima di 2 settimane al fine di evitare effetti collaterali. I progestinici come l'acetato di megestrolo sono un'opzione per la gestione della cachessia refrattaria che si presenta con l'anoressia come sintomo importante. Altri farmaci che sono stati utilizzati o sono oggetto di indagine nella terapia per la cachessia, ma per cui mancano prove conclusive che ne stabiliscono efficacia o la sicurezza, e quindi non sono generalmente consigliati, comprendono: talidomide e antagonisti delle citochine, i cannabinoidi, gli acidi grassi omega-3, tra cui l'acido eicosapentaenoico (EPA), ifarmaci non steroidei anti-infiammatori,
procinetici,la grelina e del recettore della ghrelina agonisti,modulatori selettivi del recettore degli androgeni, ciproeptadina, idrazina.
In alcuni paesi è stato consentito l'uso della cannabis medica.

Non vi sono prove sufficienti per sostenere l'uso di olio di pesce per il trattamento della cachessia associata ad un tumore in uno stadio avanzato.



La terapia della cachessia si pone l'obiettivo di calcolare e fornire al paziente apporti nutrizionali idonei a coprire il fabbisogno energetico, proteico, glucidico, lipidico, vitaminico e idroelettrolitico, tenendo ovviamente conto delle condizioni generali, dello stato nutrizionale, della patologia che l'ha provocata e di eventuali malattie metaboliche preesistenti (diabete, gotta, cirrosi, insufficienza renale).
In relazione alle condizioni del paziente, la nutrizione potrà avvenire per OS, per sonda naso-gastrica o naso-enterica o per via parenterale.

La cachessia può avere un'origine esogena o endogena. La più tipica forma esogena è la cachessia acuta da malnutrizione, in cui un grave dimagramento segue un digiuno assoluto di lunga durata; la morte può sopravvenire quando il calo ponderale è di entità tale da raggiungere il 40% del peso normale. I sintomi e i segni sono rappresentati da sete intensa, oliguria, acetonuria, anemia, riduzione dei livelli ematici di glucosio, azoto ureico e colesterolo, diminuzione della temperatura corporea o febbricola, abbassamento del metabolismo basale e del quoziente respiratorio, scomparsa del tessuto adiposo sottocutaneo, ipotrofia e ipotonia muscolari, emaciazione dei tratti del viso, edemi carenziali, dispnea da sforzo, apatia, decubiti.
Una forma abbastanza diffusa è quella che colpisce soggetti molto anziani, al di fuori di qualsiasi affezione manifesta, e si traduce unicamente in un'atrofia senile di tutti gli organi (cachessia senile). Altre particolari eziologie sono quelle rachitica, scorbutica, pellagrosa, mercuriale, saturnina, puerperale, uremica, ma le corrispondenti forme di cachessia, assai diffuse in passato, sono oggi, almeno nei paesi sviluppati, molto rare, per le migliorate condizioni igieniche generali e di nutrizione della popolazione, e per le accresciute possibilità terapeutiche. Nell'ambito delle cachessie cosiddette neurogene o psicogene possono essere inquadrate le forme estreme di anoressia nervosa.




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martedì 16 febbraio 2016

LA DANZA



La Danza, attività connaturata alla natura umana, è un fenomeno che investe l’individuo nella sua totalità; l’ascolto della musica, la fusione del ritmo con l’espressione del corpo, la insostituibile funzione socializzante del movimento sincrono dei danzatori, in coppia o in gruppo, fanno del ballo un’occasione unica di stimoli per il corpo e la mente.
Tantissime sono le modalità con cui la danza e il ballo si esprimono, e altrettanto diversificati sono gli effetti sulla fitness del corpo. Sempre maggior successo ottengono negli ultimi anni le attività fisiche connesse con la musica, dall’aerobica al jazzercise, all’acquagym molte discipline si avvalgono della musica per arricchire la mobilizzazione corporea con la gratificazione acustica, incentivando la ricerca della fitness.
La danza può a tutti gli effetti considerarsi un’attività sportiva delle più complete: oltre ad assicurare un buon tono muscolare e un armonico sviluppo dell’apparato locomotore, l’impegno cardiorespiratorio di molte discipline coreutiche ne fa un ottimo mezzo di potenziamento delle doti metaboliche. Difficile immaginare un modo più piacevole di stimolare la frequenza cardiaca, la circolazione periferica, il metabolismo lipidico (bruciare i grassi), divertendosi contemporaneamente con un partner o in un gruppo.
Ad ogni livello il corpo trae giovamento dalla pratica del movimento sulla musica: vi sono tecniche particolarmente impegnative (ad es. la danza classica o la contemporanea) che, specie se praticate fin dall’età giovanile, si accompagnano ad un armonico sviluppo muscolare associato a un notevole incremento della mobilità articolare, conferendo al corpo del ballerino la tonicità e l’elasticità di un atleta completo.

Perché la danza sia sempre e solo di beneficio al corpo deve essere praticata sotto la guida di insegnanti esperti, e previo controllo medico delle condizioni di salute.
I ballerini che praticano le discipline fisicamente più impegnative corrono anche dei rischi, legati in genere a traumatismi acuti: occorre ad esempio molta prudenza e gradualità nell’apprendimento delle gestualità a maggior contenuto acrobatico, dalla classica stessa alla capoeira alla breakdance; ma anche il voler a tutti costi, specie in età molto giovanile, raggiungere determinati obbiettivi di estrema mobilità articolare an dehors o un uso precoce (o con un piede strutturalmente inadatto) delle punte può dar luogo a ripetute sollecitazioni non fisiologiche delle strutture articolari e muscolo tendinee (i cosiddetti microtraumi ripetuti) che possono esitare in patologie infiammatorie e degenerative anche serie.
La prevenzione di tali patologie nel ballerino si giova di un’adeguata preparazione fisica con particolare attenzione agli elementi posturali e alla ginnastica propiocettiva, la pratica regolare del massaggio e di esercizi di riscaldamento e allungamento che precedano gli impegni più gravosi delle strutture osteo-muscolo-tendinee. Insomma, la ricerca della abilità tecnica, specie in verde età, non deve andare a discapito dell’armonico sviluppo della giovane ballerina.
Prima di intraprendere la pratica di una disciplina di danza di tipo fisicamente impegnativo, come la classica, il rock acrobatico, la breakdance, ecc., specialmente se con aspettative di tipo professionale, è indispensabile un’accurata valutazione funzionale dell’apparato locomotore. Vi sono conformazioni o malformazioni che spesso traggono giovamento dalla pratica della danza, come alcune asimmetrie della colonna vertebrale, le scapole alate o altri paramorfismi; altre patologie giovanili viceversa controindicano alcuni esercizi di danza (alcune forme di osteocondrosi, es. malattia di Scheuermann, alluce valgo, la spondilolistesi, ecc.) o limitano alcune gestualità, quali ad esempio il relevé o la danza “sulle punte” (alluce rigido, piede greco).
Nella maggior parte delle situazioni (atteggiamenti scoliotici, limitazioni articolari della spalla, ipermobilità delle ginocchia, varismo tibiale, piede prono, alterazioni dell’articolarita dell’anca, ecc.) la valutazione medica del giovane ballerino deve essere individualizzata, e può essere di utile supporto per un lavoro personalizzato da parte dell’insegnante, che utilizzando esercizi specifici, propedeutici alla tecnica, aiuta a migliorare le caratteristiche morfofunzionali dell’apparato locomotore del ballerino, specie in età evolutiva.


Le ballerine di danza classica, i ballerini in generale e gli insegnanti di ballo dovrebbero seguire un regime alimentare il più sano e completo possibile.

Molto spesso, invece, tornano alla ribalta notizie di cronaca che ci raccontano di ballerine sull’orlo dell’anoressia, alle prese con un regime alimentare scarno ed insufficiente.

Visto che i ballerini bruciano enormi quantità di calorie ballando, è necessario che le reintegrino con un’alimentazione completa.

La loro dieta, quindi, deve contemplare il consumo di proteine, grassi, carboidrati e vitamine nelle giuste quantità e proporzioni.

Perchè l’alimentazione dei ballerini sia completa e sufficiente è importante consumare il 12-15% di proteine, il 20-30% di grassi insaturi, il 50-65% di carboidrati complessi.

I grassi buoni (omega-3 o altri grassi insaturi) sono necessari per mantenere il giusto apporto energetico. Le proteine, invece, sono necessarie per ricostruire i muscoli e riparare i tessuti rapidamente in caso di danni o lesioni.

La carne magra è ricca di proteine e costituisce una parte essenziale dell’alimentazione dei ballerini.

In particolare, per l’alimentazione dei ballerini, sono indicati il petto di pollo e di tacchino che presentano un alto contenuto di proteine e non risultano affatto grassi.

La carne deve essere consumata in forma bollita, al forno o alla griglia. E’ importante, inoltre, limitare il consumo di sughi e piatti piccanti mentre vanno incoraggiati alimenti come il pesce d’acqua dolce (tonno, frutti di mare, salmone, sgombro, aringhe) in quanto costituisce un’ ottima fonte di omega-3.

I latticini sono estremamente ricchi di grassi buoni.
Il latte scremato, il formaggio magro ed il burro senza grassi, infatti, possono essere consumati con moderazione. Ad esempio, un bicchiere di latte scremato con una fetta di pane integrale è consigliata per la prima colazione così come è necessario consumare del formaggio senza grassi e burro due o tre volte alla settimana in modo tale da mantenere le calorie necessarie per l’esecuzione della danza, senza ricorrere a sforzi eccessivi.

Le vitamine ed i minerali sono necessari per rafforzare le ossa ed il sistema immunitario. Tra le verdure più sane che dovrebbero essere incluse nella dieta, ci sono i cavoli, gli spinaci, i broccoli, la zucca,le carote, le barbabietole, i peperoni.

Si tratta di verdure ricche di calcio, fosforo, ferro e zinco, che sono estremamente importanti per il corretto funzionamento del corpo.

Le verdure vanno consumate in forma cruda o bollita con l’aggiunta di una piccola quantità di sale e di olio.

I frutti, ricche fonti di antiossidanti e vitamine svolgono un ruolo importante per la linea, soprattutto le arance, i limoni, l’ uva, le bacche blu, le angurie, le mele, i meloni.

A parte gli alimenti standard (quelli cioè che contengono i nutrienti essenziali) la dieta per i ballerini si compone anche di cereali, frutta secca, legumi, lenticchie, avena, cornflakes, piselli, mandorle e arachidi che costituiscono una ricca fonte di energia.

Il fatto che la vicenda dell’anoressia delle ballerine che ci lavorano e del licenziamento di chi denuncia quest’orrore sia accaduto nel Teatro alla Scala di Milano è un fatto gravissimo prima di tutto per il suo rilievo nazionale e internazionale,  in secondo luogo perché “fa scuola”, e i modelli che propone hanno, dunque, visibilità mondiale, non solo italiana ed europea. Le ballerine, le artiste che calcano il suo palcoscenico sono autentici esempi da seguire per le giovani bambine e ragazze che amano la danza e che vi si accostano, sognando di diventare delle étoiles.
Le ragazze che intendono far carriera nel mondo della danza recepiscono che per farcela il loro corpo va non solo allenato, come è giusto e normale che sia, ma modificato.
L’estetica è una componente essenziale della danza, ma l’eccessiva magrezza che in quell’ambiente viene incoraggiata non ha nulla di artistico.
E’ una mortificazione, una violenza.
E’ ancora una volta la sottomissione dolorosa e patologica del corpo a modelli estetici che di “normale” non hanno nulla.

Il sistema, fomenta la competizione tra le ballerine, inducendole a dimagrire fino alla patologia e, non appena una di esse racconta, denuncia il fatto, la espelle.
Quest’omertà favorisce il silenzio, la rassegnazione, il perpetuarsi del comportamento negativo per paura. Paura di perdere il posto, paura di veder vanificati anni di sacrifici, di sforzi, di carriera.



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