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martedì 19 aprile 2016

I LUBRIFICANTI VAGINALI



L'insufficienza di lubrificazione naturale (secchezza vaginale) durante il rapporto sessuale rende l'atto meno piacevole, se non addirittura doloroso, per uno o per entrambi i partner. Spesso questo problema non comporta soltanto fastidi fisici, anche accompagnati da prurito, arrossamenti e irritazioni, ma anche conseguenze di natura psicologica, fino a causare tensioni nei rapporti di coppia.

Le cause dell'insufficienza di lubrificazione naturale sono numerose:
mancanza o insufficienza di preliminari
irritazione della vagina causati dall’utilizzo di assorbenti interni
alcuni farmaci (in particolare gli antidepressivi) e talvolta la pillola anticoncezionale
l'assunzione di alcune droghe (ad esempio la canapa)
stati di stanchezza e stress
la menopausa (con la relativa caduta degli ormoni di produzione ovarica)
modificazioni ormonali temporanee dopo il parto

E’ importante cercare di capire la causa che ha determinato il fenomeno. Nei casi infatti di mancanza o insufficienza di preliminari o irritazioni della vagina causati dall’utilizzo di assorbenti interni, oppure per insufficiente lubrificazione legata all’utilizzo di farmaci o droghe il rimedio può essere facilmente individuato. Lo stress, in termini statistici, costituisce il secondo motivo che provoca la secchezza e normalmente può durare per qualche mese. Nel caso di secchezza vaginale dovuta a disturbi legati alla menopausa il rimedio consiste nell'assunzione della terapia ormonale sostitutiva, che non solo migliora la situazione della mucosa vaginale, ma agisce anche in misura più vasta proteggendo dai vari rischi connessi al climaterio (osteoporosi, coronopatie, ipercolesterolemia). In caso di modificazioni ormonali dopo il parto che possono provocare questo tipo di disturbo, normalmente il fenomeno è temporaneo (qualche settimana).

In tutti i casi è utile l’utilizzo di un lubrificante, perlomeno in fase transitoria.
Le donne hanno in genere una certa riluttanza ad acquistare tali prodotti e spesso usano metodi casalinghi alternativi (olii per bambini, vaselina o saliva) che non sono efficaci ed anzi possono causare dei problemi e talvolta arrivano a considerare, per scarsa informazione, i lubrificanti come prodotti "erotici".

Un lubrificante intimo può diventare un alleato prezioso: contrariamente alla saliva che, se all’inizio può essere piacevole, poi tende ad evaporare, rende la pelle appiccicosa e finisce per lasciare un odore non necessariamente molto erotico, il gel lubrificante elimina discretamente tutti questi elementi negativi. Ma, soprattutto, è ipoallergenico e perfettamente compatibile con tutti i tipi di preservativi. Questo, invece, non avviene nel caso della vaselina, a lungo utilizzata come lubrificante, che può danneggiare il lattice rendendolo poroso e può causare irritazioni.

In termini generali, sono disponibili sul mercato tre tipi di lubrificanti vaginali, contraddistinti dall’ingrediente principale della composizione:
Lubrificante a base acquosa: è idrosolubile (si scioglie nell’acqua, vien da sé quindi che non è l’ideale se si hanno rapporti nella vasca da bagno) e non ha grosse controindicazioni, tanto da poter essere utilizzato anche nel sesso orale;
Lubrificante a base oleosa: è un composto, spesso in gel, di sostanze derivate dal petrolio (vaselina o baby oil sono molto diffusi). La base oleosa consente al lubrificante di avere maggiore durata rispetto a quelli a base acquosa, ma ne serve di più in termini di quantità e può provocare allergie. Altra cosa da non sottovalutare, è che il lubrificante a base oleosa scioglie letteralmente il lattice, non consente dunque di essere usato con preservativi in lattice naturale, pena la perdita di efficacia anticoncezionale e di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Per lo stesso motivo non va usato nemmeno in abbinamento a sex toys in lattice naturale. Sono considerati a base oleosa anche lubrificanti fai da te come l’olio o il burro (preferibilmente da evitare);
Lubrificante a base siliconica: è quello dalla formulazione più recente. Ne basta poco per una buona durata, ma non sempre può risultare piacevole al tatto. Inoltre il lubrificante a base siliconica può rovinare la maggior parte dei dildo perché ne aggredisce la superficie. Questo tipo di lubrificante scioglie il silicone, ma non il lattice. Può lasciare macchie difficili da togliere su abiti e lenzuola.
Il lubrificante intimo non è utilizzato solo ed esclusivamente durante i rapporti sessuali: può essere infatti utile per alleviare il dolore di alcuni esami ginecologici particolarmente fastidiosi, di esami rettali, per l’inserimento di termometri anali o di clisteri.

Fortemente raccomandato per l’utilizzo di sex toys e di altri oggetti del piacere, il gel lubrificante addolcisce il contatto e permette, soprattutto, di evitare irritazioni causate da un uso prolungato. Infine, è spesso un alleato indispensabile per una penetrazione anale dolce e piacevole, dato che l’ano, anche se eccitato, non possiede la funzione lubrificante.

Facile da usare, il lubrificante potrà diventare un gioco supplementare durante i preliminari. Basta posare una noce di gel all’ingresso della vagina, dell’ano o sul sex toy, proprio prima della penetrazione, e di giocare con la punta delle dita per stenderlo bene. Stop alla sgradevole sensazione di sfregamento! Attenzione, tuttavia, se lo usate col preservativo: una quantità eccessiva renderebbe il lattice troppo scivoloso e rischiereste di perderlo!



Come per i preservativi, attualmente la scelta dei lubrificanti intimi permette di rispondere a ogni genere di bisogno e di soddisfare tutte le voglie. La maggior parte dei gel è a base d’acqua: non attaccano, non macchiano, sono inodori e si lavano via facilmente. In compenso, a causa della loro composizione, non possono essere utilizzati sotto la doccia o facendo il bagno, perché si dissolvono nell’acqua. In questi è preferibile scegliere dei gel a base di silicone, che possiedono un potere lubrificante molto più elevato e possono anche essere utilizzati come oli da massaggio su tutto il corpo. Attenzione: non usate mai un lubrificante a base di silicone con sex toys in silicone, perché sono incompatibili. .

C’è un’ampia scelta di lubrificanti colorati e aromatizzati, per baci intimi molto saporiti o rapporti sessuali semplicemente più piccanti. Fragola, kiwi, pesca, lampone, caramello, chewing-gum, cioccolato o frutto della passione… c’è l’imbarazzo della scelta! I lubrificanti profumati sono commestibili, sono privi di zuccheri e coloranti e sono, quindi, compatibili al 100% con i preservativi.

Per variare il piacere e le sensazioni dai libero sfogo all’immaginazione. Per chi non ama il contatto con un gel troppo freddo sulle parti intime, si può sempre riscaldare il lubrificante tenendolo per qualche istante tra le mani, prima di metterlo. Al contrario, per un brivido di piacere, metti il tubetto in frigo qualche ora prima del rapporto: aggiungerai un tocco di freschezza al tuo piacere.

I lubrificanti intimi naturali non sono molto diffusi, nel senso che già il lubrificante a base acquosa viene considerato un prodotto naturale. Se però preferiamo in toto un lubrificante biologico possiamo provare con gli olii – a patto di non dover utilizzare il preservativo che ne risulterebbe danneggiato -, per esempio l’olio di mandorla dolce, che ha un buon potere idratante ed è completamente naturale.
Volendo, poi, nei negozi o e-commerce di prodotti alimentari e non biologici e vegani si possono trovare lubrificanti vaginali naturali e vegan, con un’alta tollerabilità che permette anche l’applicazione frequente e per uso medico, nonché in presenza di preservativo. Si tratta di lubrificanti certificati 100% naturali e biologici, tollerati nei rapporti orali e disponibili anche in diverse profumazioni.

L’aloe vera se applicata regolarmente all’interno della vagina aiuta la lubrificazione e l’idratazione e al contempo contrasta eventuali pruriti o dolori. Sembra poi che bere con regolarità un bicchiere di latte con un cucchiaio di zafferano possa aiutare a combattere la secchezza grazie alle proprietà del latte. Inoltre si può assumere a ogni pasto un cucchiaio di olio di semi di lino, ma solo se di ottima qualità e biologico. Attenzione pure all’alimentazione per mantenere stabile la lubrificazione vaginale naturale: possono aiutare in tal senso la soia e gli alimenti contenenti fitoestrogeni, per esempio mele, ciliegie, semi di lino, noci o sedano.
Se proprio volete darvi al fai da te, potete preparare un lubrificante a base acquosa con semi di lino, miele e succo di limone: si riempie una tazza di semi di lino e la si mette a bollire con una tazza d’acqua (regolare la quantità in base alla consistenza che si desidera); infine possiamo aggiungere del miele, giusto per aromatizzare, e qualche goccia di limone. Questo lubrificante fai da te dura in frigo 2 o 3 giorni, quindi va usato subito.
Più complessa la preparazione di un lubrificante intimo fai da te alla camomilla: servono naturalmente infuso di camomilla (100 ml circa) più 5 ml di glicerina e 3 grammi di xantham gum. Gli ingredienti non sono semplici da reperire, per quanto poi il lubrificante abbia proprietà ottime: è ingeribile, biologico, neutro, ad alta tollerabilità e compatibile col profilattico.


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lunedì 19 ottobre 2015

L'ORGASMO



Provoca l'orgasmo nelle donne, ma il piacere è scatenato dal suo semplice odore: si tratta di un fungo. Lo sostengono John Halliday e Noah Soule tra i primi scienziati ad analizzare gli effetti di questo fungo scoperto ufficialmente nel 2001 alle Hawaii.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sull’International Journal of Medicinal Mushrooms. Questo particolare fungo, appartenente alla specie Dictyophora, cresce nelle zone delle Hawaii. Il suo odore è molto forte e fetido, ma nelle donne potrebbe provocare un orgasmo. Nessun effetto, invece, sull'uomo.

I due scienziati, che hanno sperimentato le conseguenze su un gruppo di volontarie, affermano che la metà di loro ha avuto un'eccitazione e poi un orgasmo. La morfologia del fungo, inoltre, ricorda quella dell'organo maschile, ma quello che più ha sorpreso l'equipe di ricercatori è la presenza di una componente simile agli ormoni. "Questa componente - hanno dichiarato - potrebbe avere alcune somiglianze con i neurotrasmettitori umani rilasciati durante i rapporti sessuali".

L'orgasmo è una situazione psicofisica che porta l'individuo, sia di sesso maschile che femminile, a vivere il massimo grado dell'espressione del piacere erotico-sessuale. Esso è inoltre la parte finale del cosiddetto 'ciclo di risposta sessuale' che si compone di tre fasi: l'eccitamento, il plateau e appunto, l'orgasmo, cui segue una quarta fase di rilassamento della tensione sessuale (risoluzione). Tale percorso è stato individuato e descritto da William Masters e Virginia Johnson, i fondatori della sessuologia moderna. Più dettagliatamente, vi è una fase ancora precedente all'eccitamento, la fase del desiderio, nella quale l'uomo e la donna attivano la parte cognitiva rispetto alla sessualità attraverso l'immaginazione; nella fase dell'eccitamento, invece, si attiva la parte più corporea e maggiormente legata alla risposta fisiologica della sessualità (l'erezione nell'uomo e la lubrificazione, ad esempio, nella donna), a seguito di stimoli erotici e fisici e stimoli sensoriali. Il perdurare dell'eccitazione fisica, detta plateau, è il presupposto dell'orgasmo, il picco massimo del 'ciclo di risposta sessuale' cui segue la fase di risoluzione, ove si assiste ad un ritorno alla normalità e ad uno stato di quiete, coincidente con una detumescenza dei corpi cavernosi per quanto riguarda il pene e una non lubrificazione per quanto riguarda la donna.




Nelle fasi del desiderio sessuale e dell'eccitazione, le reazioni degli organi maschili e femminili sono ovviamente diverse, così come è anche diversa la sensazione orgasmica e la sua manifestazione, anche se vi possono essere fenomeni comuni ad entrambi come le contrazioni muscolari dell'ano, dei muscoli pelvici e degli organi sessuali.
Nella donna, nelle fase che precede l'orgasmo, le pareti vaginali si lubrificano ('trasudato vaginale') e l'aumento del flusso sanguigno nei tessuti spugnosi provoca una dilatazione del clitoride, il piccolo organo sensoriale all'interno dell'apparato genitale, che si sporge verso l'esterno per l'intera fase che precede l'orgasmo, la fase di plateau. In prossimità dell'orgasmo, quindi, si assiste ad una diminuzione delle dimensioni della vagina del 30% circa, mentre il clitoride si ritira all'interno del prepuzio. L'orgasmo è quindi l'effetto di un processo di contrazioni involontarie (contrazioni perivaginali) che avvengono, per effetto di alcune fasce muscolari, nella zona della vagina cosiddetta 'terzo esterno' (corrispondente alla prima porzione del canale). In coincidenza con l'orgasmo, sono coinvolte altre parti del corpo: oltre ai fenomeni suddetti, si registrano anche un aumento della respirazione e dei battiti cardiaci, lo spasmo involontario dei piedi e l'obnubilamento della coscienza.
Nell'uomo, naturalmente, le manifestazioni orgasmiche sono più evidenti, dal momento che l'orgasmo coincide con l'eiaculazione. Va detto, però, che anche molte donne espellono del fluido durante l'orgasmo, proveniente dalle minuscole ghiandole di Skene che si trovano attorno al meato uretrale; tali ghiandole possono anche non essere presenti e in questo caso il fenomeno della cosiddetta "eiaculazione femminile" non si verificherà.


Un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell'orgasmo è giocato dalla mente. La sessuologia moderna considera che, per raggiungere l'orgasmo, occorre essere mentalmente predisposti. Si può infatti trovare difficoltà a raggiungere il piacere o a non raggiungerlo se non si è sufficientemente sereni e coinvolti sentimentalmente o fisicamente. L'insoddisfazione riguardante il proprio corpo, sensi di colpa dovuti a fraintendimenti nel campo delle idee religiose, insicurezza, pensieri negativi, partner non corrisposto sentimentalmente e/o fisicamente, complessi di inferiorità, possono incidere negativamente sull'esito dell'orgasmo.

Nell'ambito dei giochi di ruolo di tipo BDSM, ovvero di dominazione e sottomissione, è frequentemente utilizzata, assieme alla negazione dell'orgasmo, la pratica dell'orgasmo forzato.

Tale pratica consiste nell'effettuazione, da parte del soggetto dominante, di una prolungata e ripetuta stimolazione sessuale - legata per lo più alla masturbazione - nei confronti del soggetto sottomesso, anche dopo che questi ha raggiunto effettivamente l'orgasmo. L'orgasmo forzato consiste quindi in una stimolazione sessuale effettuata dal soggetto dominante durante il periodo di refrattarietà e di scarsa eccitabilità conseguente al raggiungimento dell'orgasmo, con l'obiettivo di forzare nel tempo più breve possibile una nuova fase di eccitazione e conseguire uno o più orgasmi in rapida successione. La particolarità di questa pratica consiste nel fatto che il soggetto sottomesso, pur essendo disponibile sessualmente, può tuttavia avvertire quasi come dolorosa o fastidiosa la stimolazione sessuale effettuata nei suoi confronti dal partner dominante, nel periodo refrattario, e tuttavia la subisce ugualmente, fino a essere condotto nuovamente all'eccitazione e all'orgasmo in condizione di totale passività e subordinazione.



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