Visualizzazione post con etichetta luce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta luce. Mostra tutti i post

sabato 2 aprile 2016

MAL DI PRIMAVERA




La stagione primaverile è decisamente controversa per quanto riguarda l'influenza che ha sul nostro organismo. Se alcune persone durante i mesi primaverili si sentono pervasi da una ritrovata energia anche grazie all'aumento delle ore di luce, viceversa in altri riaffiorano malesseri decisamente soggettivi, ma in qualche modo assai comuni. Prime su tutte le reazioni allergiche. 

Debolezza, irritabilità, ansia, insonnia e a volte persino depressione sono le sintomatologie negative più comuni durante i mesi primaverili e nei soggetti più sensibili, ma spesso si manifestano anche ipertensione, ulcere e cefalee.  Secondo la teoria dei cinque movimenti energetici della Medicina Tradizionale Cinese, il nostro corpo è in sintonia con le energie della Natura quando ci troviamo in uno stato di buona salute. 

Ogni stagione è correlata ad un elemento, il legno per la Primavera: fegato, cistifellea, occhi, tendini e muscoli sono gli organi corrispondenti all’elemento legno. Se dunque non siamo in armonia con le energie della Natura, in Primavera possiamo avvertire dei disturbi a questi organi. Sempre secondo la Medicina Cinese, la Primavera è collegata all'organo Fegato, il suo colore è il verde, il suo sapore acido, la sua emozione la collera e la sua caratteristica atmosferica il vento. Proprio le frequenti situazioni ventose e gli sbalzi termici possono acutizzare i nostri malesseri e/o patologie: ad esempio è statisticamente dimostrato un aumento dei casi di ictus nei giorni ventosi. In questa stagione il fegato è più ricettivo ed è quindi quantomai importantissimo averlo in salute.

Particolarmente esposte ai disturbi primaverili sono le donne, colpite dal disagio circa sei volte più degli uomini.  
A tracciare il quadro è Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria  e direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Spiega  Mencacci, "i disturbi di stagione sono legati alla modificazione della quantità di luce, che induce cambiamenti a livello cerebrale". Com'è noto, i passaggi più difficili da sopportare sono quelli legati all'avanzare della stagione fredda: con le temperature in discesa e il numero di ore di luce che si riduce progressivamente, ma anche il passaggio dall'inverno alla primavera non è indolore. Quando si va verso il freddo, i sintomi sono soprattutto stanchezza, sonnolenza, perdita di concentrazione e aumento del consumo di carboidrati, mentre l'arrivo della primavera porta con sé, oltre alla stanchezza e al calo di concentrazione, l'irritabilità, l'irascibilità e un aumento dell'ansia. "Si tratta di disturbi affettivi che, in realtà, ci mostrano come siamo in collegamento con i ritmi della natura più di quanto non crediamo", sottolinea Mencacci. Insomma, come le piante sono in fermento non appena "sentono" la bella stagione, anche a noi capita più o meno la stessa cosa.  Non solo. L'arrivo della primavera e i fastidi tipici di questa stagione pesano in modo particolare "anche su quel 10% della popolazione afflitto da disturbi dell'umore, circa 5-6 milioni di persone, di cui il 40% soffre in modo particolare proprio i passaggi stagionali, con manifestazioni che vengono considerate un peggioramento".
   



Chi soffre d’ansia può risentire di questa aumentata attivazione reagendo molto intensamente e sfavorevolmente e subendo un complessivo peggioramento della sintomatologia, a volte anche in corso di terapia farmacologica.

Oltre a queste cause di natura fisica/organica c’è anche un altro motivo, di ordine psicologico e più complessivo, che fa peggiorare l’ansia nei cambi di stagione: l’ansioso tende a cercare costantemente un equilibrio che gli consenta di restare il più possibile indisturbato e tranquillo, equilibrio che di solito raggiunge evitando il più possibile le novità, i cambiamenti, gli stimoli che richiedano un riadattamento.
In primavera il clima diviene instabile, un giorno c’è il sole e fa caldo e il giorno seguente piove e fa freddo, e questo mette a dura prova l’equilibrio dell’ansioso che deve riadattarsi continuamente a condizioni che mutano e che si trova a fronteggiare stimoli fisici fastidiosi che possono innescare in lui reazioni ansiose soprattutto se tende ad essere molto concentrato sul proprio corpo e alle sensazioni che prova.

Dal punto di vista fisiologico l’aumento delle ore di luce e della sua intensità porta ad una maggiore produzione di cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”) che l’organismo secerne per far fronte all’aumentato fabbisogno di energia che segue la fine dell’inverno e l'allungamento del periodo di luce giornaliero. Questa variazione può provocare conseguenze negative in tutte le persone, causando nervosismo, insonnia, inappetenza e sbalzi d’umore, ma provoca conseguenze peggiori in chi già soffre di un disturbo ansioso (e/o depressivo).
Oltre al cortisolo aumenta anche la produzione di melatonina e la quantità di serotonina in circolo, proporzionalmente all’esposizione alla luce solare, determinando variazioni biochimiche anche brusche che possono portare all’aumento dell’attivazione fisiologica che provoca maggiore disagio nei soggetti che soffrono di ansia. 
   
Dal punto di vista psicologico ciò che incide è l'interpretazione dell'insieme di fattori fisici che si modificano e dei loro effetti diretti sul corpo: l’aumento della luminosità, le variazioni dell’umidità, il caldo e il freddo che si alternano possono spaventare in particolare chi soffre di attacchi di panico e chi presenta sintomi ansiosi di natura respiratoria (fame d’aria, sensazione di respirare male e di non riuscire a riempire e/o a svuotare del tutto i polmoni) o pseudo-neurologici (vertigini, sensazione di testa gonfia/leggera, paura di svenire per abbassamento della pressione).

I cambiamenti climatici che si verificano con l’inizio della primavera e dell’autunno incidono direttamente sia sulla psicofisiologia sia sulla psiche delle persone e le reazioni che ne derivano sono sia altamente individuali, sia correlate alla presenza di disturbi ansiosi e dell’umore.

In linea generale chi si trova a disagio in questi momenti di passaggio può intervenire per quanto riguarda gli effetti di luce e temperatura:

regolando la propria esposizione alla luce rendendola progressiva e utilizzando occhiali da sole nelle ore in cui l'illuminazione è per lui eccessivamente fastidiosa;

indossando abiti che gli consentano di non accaldarsi eccessivamente e di prevenire l'innesco di quelle sensazioni fisiche che possono portarlo all'attacco di panico, ai giramenti di testa, all'impressione di svenire o di respirare male, che spesso sono direttamente legate all'aumento della temperatura percepita.

E’ importante che chi soffre di un disturbo d’ansia non sottovaluti il fatto che una parte del suo malessere dipende anche da ciò che succede nel suo corpo, oltre che nella sua mente, e che quindi non c’è motivo di spaventarsi o di pensare ad un peggioramento stabile dell’ansia.
Questo vale soprattutto per le persone in terapia con psicofarmaci, che possono cercare di non preoccuparsi eccessivamente affrettandosi a rivolgersi al proprio curante per un aggiustamento della posologia.



.

.

lunedì 19 ottobre 2015

Luce Artificiale e Salute



La luce artificiale è uno dei fattori più strettamente associati alla deprivazione di sonno, una condizione molto comune nella nostra società e che costituisce uno dei fattori di rischio per condizioni patologiche che assumono sempre di più dimensioni epidemiche, come l'obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari, la depressione e l’ictus.

Recenti ricerche in questo campo, condotte sia sul modello animale sia direttamente sull’uomo, hanno mostrato per esempio che stare svegli più a lungo altera l'espressione di centinaia di geni. A livello comportamentale, si è visto invece che la veglia prolungata induce a mangiare di più, ben oltre le necessità energetiche dell’organismo. E ci sono effetti misurabili anche sul sistema immunitario: per mantenere il suo equilibrio, l’organismo necessita di un congruo numero di ore di sonno per notte.

Ancora più evidenti sono gli effetti sulle facoltà psichiche: a essere più colpite sono la capacità di attenzione, di concentrazione e di apprendimento, e anche l’umore può farne le spese; inoltre, si determina un incremento dello stato di ansia e di depressione che alcuni studi hanno correlato addirittura a un maggior tasso di suicidi.

A lamentare un numero insufficiente di ore di sonno (tipicamente la soglia per gli adulti è di sei ore per notte), secondo le statistiche è ormai circa un terzo degli statunitensi adulti attivi, mentre era il 3 per cento solo 50 anni fa. Non va meglio ai più piccoli, se è vero, come mostrano i dati, che in tutto il mondo i bambini dormono in media 1,2 ore per notte in meno rispetto a un secolo fa.

Le cause di questo spostamento vanno senz'altro ricercate nella tendenza sociale a spostarsi sempre più verso una produzione di beni e di servizi 24 ore su 24 e sette giorni su sette, le cui conseguenze sono evidenti dagli studi su soggetti che lavorano su turni di notte. Ma non è da trascurare la deprivazione di sonno volontaria e per attività ricreative, come restare svegli davanti alla televisione.



In tutto questo, il ruolo della luce artificiale viene raramente sottolineato, ma è fondamentale: così come l'orecchio ha due funzioni, quella dell'udito e quella dell'equilibrio, l'occhio ha, oltre alla funzione della visione, anche quella di trasmettere al cervello, tramite le cellule gangliari della retina, le informazioni circa la presenza di luce dell'ambiente, il più importante dei segnali che regolano i ritmi circadiani, il nostro “orologio interno”.

Una volta giunti nel cervello, questi segnali innescano una serie di effetti diversi: inibiscono i neuroni che promuovono il sonno, sopprimono il rilascio dell'ormone melatonina, importante per la regolazione dei cicli sonno-veglia da parte dell’ipofisi, e attivano i neuroni orexina nell'ipotalamo che promuovono lo stato di veglia.

Dunque il quadro complessivo è il seguente: l'essere umano si è evoluto secondo i ritmi circadiani regolati sulla luce naturale. Ma da poco più di un secolo, dopo il tramonto si accendono le luci artificiali, che riproducono anche durante le ore notturne i segnali che sarebbero propri del giorno. E il fenomeno è sempre più intenso e pervasivo, al punto che nelle zone abitate il buio assoluto quasi non esiste più: all’illuminazione artificiale viene destinato attualmente il 19 per cento dell'energia prodotta nel mondo.

E quanto più illuminiamo l'oscurità tanto meno dormiamo. Inoltre, l'avvento dell'illuminazione a LED, più efficiente di quella delle classiche lampadine a incandescenza e anche delle alogene, non potrà che peggiorare le cose. La luce LED bianca è infatti ricca delle componenti blu-verde dello spettro, che sono proprio quelle a cui sono più sensibili le cellule gangliari della retina. Risultato: l’illuminazione artificiale segnalerà sempre di più al nostro cervello che non è ancora ora di dormire, e in questo faranno la loro parte anche televisori e monitor di computer, da qualche anno basati anch’essi sulla tecnologia a LED.

Fortunatamente, i meccanismi con cui la luce artificiale sopprime il sonno sono sempre più chiari, e ciò aiuta anche a porre rimedio a questo effetto: per esempio, già si pensa a correggere la componente blu-verde delle luci LED con un’emissione più spostata verso le tonalità giallo-arancio. Ma nulla vale quanto lo sforzo che possiamo fare tutti, per organizzare in modo diverso la nostra giornata, magari evitando di restare davanti a uno schermo fino alle ore piccole.

L'alterazione dei ritmi circadiani può determinare una riduzione della produzione di melatonina, che potrebbe a sua volta favorire l'insorgenza del cancro al seno. Studi di laboratorio, infatti, hanno dimostrato che la melatonina inibisce il cancro al seno nei topi. Nel 2007, del resto, l'Organizzazione mondiale della salute aveva già dichiarato “probabile causa di cancro” lavorare nelle ore notturne con la luce artificiale, proprio a causa dello squilibrio dei ritmi luce-buio e delle conseguenti anomalie nella produzione di melatonina.

Già 5 anni fa, infatti, la casistica dimostrava una maggiore incidenza di tumore alla mammella nelle donne che lavorano di notte, così come negli animali esposti a luce artificiale durante la notte. I rischi riguarderebbero anche gli uomini, nei quali l'eccesso di illuminazione notturna sembra essere legato a un rischio maggiore di cancro alla prostata. Una soluzione potrebbe essere l'assunzione di integratori a base di melatonina, ma secondo gli esperti non si tratta di un rimedio praticabile a lungo termine, perché una somministrazione prolungata potrebbe inibire la produzione naturale dell'ormone da parte dell'organismo. Di conseguenza, avverte l'American medical association, ogni luogo di lavoro con turni di notte dovrebbe implementare dei piani per la gestione del rischio a carico dei dipendenti, monitorandone le condizioni di salute e prevedendo una efficace rotazione dei turni.



Sul banco degli imputati, inoltre, c'è anche la luce emessa da televisori, computer, videogiochi e monitor in generale, accusati di disturbare il sonno soprattutto in bambini e adolescenti.

Più del 99% della popolazione di Europa e Stati Uniti e circa i due terzi della popolazione mondiale vivono in aree illuminate costantemente, mentre il cielo notturno supera la soglia dell’inquinamento luminoso, ovvero la luminosità del cielo oltrepassa del 10% quella naturale della notte dovuta a un’illuminazione inappropriata che causa alterazioni a flora e fauna. Inoltre la deprivazione di sonno volontaria dovuta ad attività ricreative, quali stare davanti a televisione e sistemi informatici di notte, perpetua l’alterazione del ritmo circadiano in modo più potente di molte droghe.

E-reader, tablet e smartphone, per esempio, emettono una luce blu in grado di ostacolare la produzione fisiologica di melatonina, ormone responsabile dei ritmi circadiani.

Analizzando il termine luce, esso si riferisce allo spettro o campo di attività delle onde elettromagnetiche visibili all’occhio umano. La presenza contemporanea di tutte le lunghezze d’onda visibili (i colori) forma la luce bianca, ad esempio quella emessa dal Sole. La luce viaggia nel vuoto, quando incontra un materiale si scompone nelle sue componenti colorate (l’arcobaleno è dovuto alla scomposizione o rifrazione della luce nell’acqua).

I moderni display a colori presenti nei monitor dei computer o nei televisori utilizzano solo lunghezze d’onda appartenenti al rosso, al verde e al blu, che servono ad “approssimare” anche gli altri colori dello spettro. L’esposizione alla luce principalmente di lunghezza d’onda blu inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente, cioè più luce blu c’è, meno melatonina viene prodotta.

La melatonina è un ormone secreto da una ghiandola posta alla base del cervello, l’epifisi o ghiandola pineale. Essa sintetizza la melatonina in assenza di luce. Poco dopo la comparsa dell’oscurità, le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L’occhio, come l’orecchio che ascolta e regola l’equilibrio, ha due funzioni: quella della visione e quella di trasmettere al cervello informazioni circa la presenza di luce nell’ambiente per regolare il nostro ‘orologio biologico’. Quando il segnale raggiunge il cervello i neuroni che inducono il sonno  vengono inibiti, sopprimono il rilascio di melatonina e lo stato di veglia viene attivato.

Un effetto che solo in parte potrebbe essere evitato con la somministrazione di melatonina di sintesi, dal momento che l’ormone può essere assunto solo per brevi periodi, altrimenti verrebbe compromessa la naturale capacità di produzione da parte dell’organismo.




.

.

giovedì 17 settembre 2015

Giochi Luminosi E VISTA



Laser è l'acronimo di Light amplification by stimulated emission of radiation, ovvero Amplificazione di luce tramite emissione stimolata di radiazione. I raggi laser - di solito a luce verde, ora anche rossa o di altri colori- sono sorgenti luminose speciali le cui onde non si propagano in modo casuale in tutte le direzioni, ma viaggiano in fasci sottili e paralleli. Sono utilizzati con successo in campo medico e in altri settori tecnologici, ad esempio per misurare le distanze o individuare le stelle. Quelli innocui, che si possono vendere al pubblico, hanno una potenza inferiore a un milliwatt, ma in vendita si trovano anche puntatori che raggiungono i 200 milliwatt che, invece, dovrebbero essere destinati solo a scopi medici e scientifici. Queste tipologie di laser possono essere pericolose, in quanto causano danni alla vista che vanno sino al distacco della retina, anche per esposizioni brevissime. I laser di classe IV, ovvero i più potenti, possono addirittura tagliare e incendiare i materiali.

I modelli fuorilegge si possono trovare non solo su Internet, ma anche nei mercatini e nei negozi. La maggior parte sono di produzione cinese, privi del marchio CE o con marchio contraffatto, senza alcuna indicazione in lingua italiana e spesso molto più potenti di quelli di cui la legge consente la commercializzazione. Montati su penne, pistole giocattolo e torce, il loro costo va da pochi euro in su.

I materiali fosforescenti emettono radiazioni luminose che di per sé non sono nocive. Il fenomeno della fosforescenza e quello della fluorescenza si sviluppano quando un fascio di luce colpisce alcune sostanze come ad esempio la fluorescina, la rodamina o la chinina. Gli elettroni che si trovano nella zona più esterna della molecola si caricano con una dose extra di energia che viene dalla radiazione luminosa ed entrano in una fase detta di eccitazione. La naturale tendenza delle molecole a tornare allo stato originario fa sì che l’energia in eccesso venga rilasciata per un periodo di tempo sotto forma di luce di colore diverso da quella che le ha colpite, ad esempio verde per la fluorescina, arancione per la rodamina, blu per la chinina. Talvolta per prolungare il fenomeno (come nelle lancette degli orologi) vengono però usati materiali radioattivi come il trizio. In questo caso la miscela diventa pericolosa, ma esistono precise norme che ne regolamentano l’uso.

L’esposizione da parte di adolescenti ai raggi generati dai puntatori laser giocattolo può causare gravi lesioni alla retina. A lanciare l’allarme sono stati alcuni ricercatori inglesi appartenenti ai Dipartimenti di Oftalmologia del Royal Hallamshire Hospital (Sheffield), dello Sheffield Children’s Hospital (Sheffield) e del Royal Bolton Hospital (Lancashire), dopo aver analizzato cinque casi di adolescenti, di età compresa tra i 9 e i 15 anni, affetti da maculopatia a seguito di esposizioni a raggi laser “giocattolo”.

Pubblicati sulla rivista Eye, i risultati hanno dimostrato come clinicamente, tre dei cinque pazienti, avevano sviluppato una maculopatia acuta di tipo vitelliforme a seguito del danno provocato dal laser all’epitelio pigmentato retinico (RPE), causando una riduzione della vista. Un solo caso, tra i cinque presi in esame, è stato complicato da una membrana neovascolare coroideale (CNV).

I ricercatori hanno reso pubblico l’esito dello studio al fine di sensibilizzare gli adulti e i genitori ad un maggior controllo, soprattutto nell’acquisto ed uso, da parte dei più giovani, di dispositivi non a norma, facilmente venduti su internet e che potrebbero, come nel caso dei puntatori laser giocattolo, causare nel tempo danni irreversibili alla visione.

È la Health Protection Agency a predisporre che: “la vendita di prodotti laser al grande pubblico per essere utilizzati come puntatori laser deve essere limitata alla classe 1 o classe 2 di dispositivi che dovrebbero essere classificati in conformità con i requisiti degli attuali standard britannici e dovrebbero essere venduti con sufficienti informazioni, per consentire all’utente di utilizzare il prodotto in modo sicuro”.

Anche all’interno dell’Unione Europea (UE), tali tipologie di giocattoli devono rispondere rigorosamente a requisiti di sicurezza e a precise regole di commercializzazione. Gli autori dello studio hanno lanciato un chiaro monito contro la vendita incontrollata di dispositivi come i puntatori laser giocattolo, sui quali non vi è alcuna garanzia di produzione, un problema, questo, di sicurezza pubblica che necessita l’intervento e il controllo da parte di istituzioni e genitori.



I riflettori sul problema sono stati accesi anche in Italia dal Prof. Dr. med. ANDREA CUSUMANO « che, intervenendo sull’argomento, ha posto l’attenzione su quanto riportato nelle pagine della rivista scientifica Eye.

«Il problema emerso – ha dichiarato l’esperto – rende ancora più evidente non solo la necessità di una corretta e capillare informazione a livello mediatico che vada a raggiungere immediatamente la popolazione, ma anche di un controllo rigoroso da parte di tutte le Istituzioni chiamate da un lato alla commercializzazione e che dovrebbero, nel caso specifico, autorizzare esclusivamente la vendita di puntatori di classe 1 e di classe 2 e, dall’altro, preposte alla verifica della conformità reale dei prodotti presenti sul mercato come i NAS e la Guardia di Finanza, cui spetta il compito di individuare e bloccare i moltissimi strumenti laser che arrivano nel territorio nazionale con provenienze ignote o falsamente marcati. Sono richieste azioni incisive perché i danni causati dai puntatori laser giocattolo sono più gravi di quanto si può immaginare: non si rimane solamente abbagliati per qualche secondo, ma si possono subire a livello retinico delle alterazioni anatomiche permanenti subendo poi, per tutta la vita, le conseguenze di una diminuzione visiva anche consistente, causata dalla banale esposizione per una frazione di secondo ad un atto meramente ludico che assume però inaspettatamente il carattere di una vera e propria piccola tragedia visiva».

«Non comprare e non usare i laser a luce verde che vengono venduti per strada, nelle bancarelle e nelle fiere», avverte Antonio Pasquale Ciardella, direttore dell’Unità operativa Oftalmologia dell’ospedale Sant’Orsola, che ha presentato la denuncia al Nas. L’attenzione, spiega lo specialista, deve essere sulle luci verdi a lunghezza d’onda più corta «nocive e dannose per la retina», che vengono vendute in modo non controllabile: sono quelle che a volte proiettano più luci, e che a volte si vedono negli stadi, sparati dal pubblico per distrarre i calciatori. I puntatori professionali, utilizzati ad esempio durante le lezioni universitarie invece non dovrebbero dare problemi.



Già era stato lanciato l’allarme da parte di alcuni ricercatori inglesi appartenenti ai Dipartimenti di Oftalmologia del Royal Hallamshire Hospital (Sheffield), dello Sheffield Children’s Hospital (Sheffield) e del Royal Bolton Hospital (Lancashire), dopo aver analizzato cinque casi di adolescenti, di età compresa tra i 9 e i 15 anni, affetti da maculopatia a seguito di esposizioni a raggi laser “giocattolo”.

Pubblicati sulla rivista Eye, i risultati hanno dimostrato come clinicamente, tre dei cinque pazienti, avevano sviluppato una maculopatia acuta a seguito del danno provocato dal laser, causando così una riduzione della vista.

I ricercatori hanno reso pubblico l’esito dello studio al fine di sensibilizzare gli adulti e i genitori ad un maggior controllo, soprattutto nell’acquisto ed uso, da parte dei più giovani, di dispositivi non a norma, facilmente venduti in strada o su internet,  che potrebbero, come nel caso dei puntatori laser giocattolo, causare nel tempo danni irreversibili alla visione.

Non a caso all’interno dell’Unione Europea, tali tipologie di giocattoli devono rispondere rigorosamente a requisiti di sicurezza e a precise regole di commercializzazione.




Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

Elenco blog Amici

  • DIO ESISTE? - . L’esistenza di Dio non può essere né dimostrata né smentita. La Bibbia dice perfino che noi dobbiamo accettare per fede il fatto che Dio esiste: “Or s...
    8 anni fa
  • CANNA LEGALE - E'in vendita la “cannabis light”: una marijuana con pochissimo principio attivo, che non provoca sostanziali effetti psicotropi ed è legale. Il contenut...
    8 anni fa
  • ABRACADABRA - . Abracadabra viene considerata la parola universalmente più adottata fra quelle pronunciate senza traduzione nelle singole lingue. Ci sono varie ipotesi...
    9 anni fa
  • PANE E FRUTTA - Il pane unito a confettura, miele, ecc. non viene digerito bene; ogni amidaceo infatti male si trasforma qualora sia associato a dello zucchero. La dig...
    9 anni fa
  • LA BAIA DEL SILENZIO - La baia del Silenzio di Sestri Levante è una spiaggia incorniciata da case in tinta pastello e animata dalle barche dei pescatori. Si apprezza al massi...
    9 anni fa
  • LE PETTINATURE - Se si cambia spesso pettinatura e colore vuol dire che si è alla ricerca della propria identità. Se la pettinatura è la stessa da sempre si hanno di...
    9 anni fa

Elenco blog amici