Visualizzazione post con etichetta funghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta funghi. Mostra tutti i post

lunedì 21 marzo 2016

I FUNGHI DELLA PELLE



I funghi sono provocati da dei piccolissimi organismi che infettano la pelle, e che si trasmettono molto facilmente. Generalmente si tendono a distinguere due categorie di funghi, ovvero i dermatofiti (responsabili della tinea) e i lieviti (responsabili invece di candidosi e pityriasis versicolor). La crescita delle micosi cutanee è generalmente favorita dalle temperature alte e dall’umidità.

Questo genere di problema non deve essere assolutamente trascurato, poichè non tende a regredire senza se non viene effettuato un apposito trattamento. Normalmente i sintomi dei funghi della pelle consistono nella comparsa di macchie cutanee e di chiazze eritematosquamose, la cui forma è generalmente rotondeggiante. Si segnala inoltre una fastidiosa sensazione di prurito nelle parti interessate.

In base alle caratteristiche specifiche delle macchie, e dopo aver effettuato un esame colturale, sarà possibile stabilire quale tipo di fungo vi ha colpito, e quale sarà dunque il trattamento più adatto in base alla vostra condizione specifica.

I funghi possono essere trasmessi generalmente nei luoghi in cui non vengono rispettate le più essenziali norme igieniche ed in quelli particolarmente affollati come le piscine. Inoltre, la trasmissione può avvenire per contatto diretto, oppure per contatto indiretto, mediante l’uso di asciugamani, spazzole e così via. Oltre che sulla pelle, i funghi possono interessare anche il cuoio capelluto, le unghie e le mucose.

In presenza di funghi della pelle inoltre, sarà utile (specialmente per i bambini) coprire le lesioni con una fasciatura, in modo che toccandole non si rischi di contagiare anche altre parti del corpo. Infine, utilizzate naturalmente degli asciugamani a parte, per evitare di contagiare il resto della famiglia.

Le macchie bianche sono tra i 5 segnali più comuni quando si è in presenza di funghi della pelle. Se improvvisamente vedete delle strane macchioline apparire sulle più disparate parti del corpo, cercate subito di indagare. Potrebbe sì essere una spellatura magari dovuta al sole, ma la macchia bianca può essere anche sintomo evidente di micosi.

Il prurito è un altro dei sintomi più comuni quando siamo in presenza di funghi della pelle. La zona colpita dalla micosi tende infatti a essere irritata e si avverte un certo bisogno di grattarsi per trovare sollievo.

Le macchie bianche sono più facili da individuare, tuttavia anche quelle rosse sono tra i 5 segnali da non sottovalutare per individuare i funghi della pelle. Se notate dei puntini sospetti sul vostro corpo, fatevi vedere da un bravo dermatologo: potreste essere incappati in uno dei tanti funghi esistenti.

La sensazione di fastidio generale è tipica di chi soffre di funghi della pelle e dunque è, anche questo, un campanello di allarme da non sottovalutare.

Si può capire di essere stati colpiti da un fungo della pelle anche quando i segnali sono in rapido aumento. Se non viene trattata per tempo infatti questa infezione tende ad allargarsi a macchia d’olio: nel giro di poco tempo le macchie sul vostro corpo si moltiplicheranno.

Il fungo ha sempre una forma tondeggiante, con una zona più concentrata al centro e più sfumata nel segmento esterno. Un fungo della pelle è dunque “facilmente” riconoscibile, poiché è manifesta un’alterazione e un fastidio nella zona colpita da esso. Esistono diverse tipologie di micosi:
Micosi superficiali: sono le più leggere e generiche, che si manifestano nella zona superficiale dell’epidermide. Sono curabili in maniera semplice perchè sono le meno aggressive.
Micosi cutanee: insistono nella zona superficiale e in quella sottostante a questa. Alterano quindi l’equilibrio sottocutaneo della pelle, perché agiscono all’interno del tessuto cutaneo.
Micosi sottocutanee: colpiscono il derma e spesso anche i muscoli, quindi non le si può curare localmente soltanto; nei casi più gravi occorre una risoluzione chirurgica.
Micosi sistemiche: attaccano gli organi interni: Sono pericolose e colpiscono generalmente soggetti dalle difese immunitarie molto basse, quindi persone ammalate, o con principio di malattie in corso.

Per l’igiene quotidiana è preferibile usare un sapone che non alteri il ph naturale della pelle; è preferibile scegliere un sapone neutro, che non irriti e provochi bruciori insopportabili che peggiorerebbero lo stadio del fungo, allontanando la guarigione. E’ importante usare un’asciugamani personale da non scambiare assolutamente con altre già utilizzate o con qualcun altro. Utilizzare indumenti freschi che permettano alla pelle la normale traspirazione, e non abiti sintetici che risultano particolarmente irritanti. E’ importante inoltre lavare gli indumenti indossati in acqua bollente, affinchè vengano eliminati tutti i batteri causa del fungo. I funghi sono vere e proprie malattie della pelle, dunque non vanno curati arbitrariamente, ma dal dermatologo, che una volta analizzata la parte interessata, potrà stilare la diagnosi, individuare la tipologia di fungo e fornire la cura idonea per eliminarlo. I funghi hanno chiaramente una via d’accesso per la nostra pelle e questa “via” sono i pori. Il fungo, entrando a contatto con questi, attacca la pelle, prolifera e genera infezione.



Gli animali domestici sono tra le cause primarie di contrazione di funghi. Gatti, cani e maialini, sono inclini a infezioni fungine, e attraverso il contatto possono infettare anche gli esseri umani. Le zone esposte sono ovviamente le mani, ma anche il viso, il collo, e le gambe. La massima e peculiare attenzione, consisterebbe nel lavarsi le mani sempre e comunque, dopo essere entrati in contatto con l’animale. C’è un fungo della pelle, che si manifesta con chiazze di color rosa, bianco o rosso, nelle zone dell’addome e della schiena soprattutto. E’ diffuso molto poco negli anziani, a causa della secchezza della pelle, ed è invece comune nei giovani. Questo fungo, è già, nel nostro corpo, nelle ghiandole sebacee e si sviluppa diventando aggressivo a causa degli sbalzi climatici e termici, (calore eccessivo, umidità, sudore) che aiutano il fungo nella sua proliferazione e nella successiva manifestazione. Questo non è un fungo contagioso. Ma la terapia per sconfiggerlo è lunga e spesso lascia tracce del suo passaggio: le macchie comparse sul corpo, fanno fatica, nonostante la cura a sparire completamente, tranne che con l’aiuto del sole che tenderà a schiarirle. Per chi è recidivo e soggetto a questo tipo di malattia della pelle, è consigliabile una terapia di prevenzione, e l’utilizzo di abiti freschi e leggeri.
I funghi possono essere causati anche da un’alimentazione scorretta o basata sui formaggi. Questi ultimi, specialmente se stagionati, come il gorgonzola, tendono a favorire la comparsa di funghi e simili sull’epidermide. Rimedi naturali per la cura di questi sono l’olio di lavanda, estratto di rosmarino e di pompelmo. Consigliabile anche una cura a base di vitamina A. La cura topica dei funghi è sempre una pomata, una crema o uno spray antifungina. Trattandosi di infezioni, la cura sarà certamente a base antibiotica.

I funghi possono colpire anche l’apparato orale e genitale. Si tratta della cosiddetta “Candida”, un batterio presente nel nostro intestino, che attacca in caso di difese immunitarie deboli, queste due zone del corpo. Sono facilmente contraibili al mare, o negli ambienti umidi come piscine e luoghi in cui si pratica sport. I batteri del fungo abbondano sul bagnasciuga, sulla sabbia, nelle docce, a bordo piscina, sui tappeti, sulle moquette. Questi ambienti vanno disinfettati con candeggina o ammoniaca, e gli indumenti umidi utilizzati, come accappatoi, costumi, jeans,tappeti vanno lavati con acqua di temperatura superiore ai 60 gradi. Anche l’acqua del mare, se sporca è causa di dermatiti e funghi di vario genere. Solitamente una terapia, dura tra le due e le tre settimane. Tutto dipende dalla diagnosi del medico e dalla tipologia di fungo. Questo però una volta manifestatosi, può tranquillamente ripresentarsi, soprattutto se si è inclini, e poco attenti a certe dinamiche quotidiane in cui è facile contrarli.


Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

domenica 1 novembre 2015

LA POLMONITE



La polmonite è una malattia comune in tutta la storia umana. I sintomi furono descritti da Ippocrate di Coo (c. 460 a.C. - 370 a.C.).

Maimonide (1135-1204 d.C.) osservava che: "i sintomi di base che si verificano nella polmonite e che non mancano, sono i seguenti: febbre acuta, dolore pleurico nel fianco, brevi respiri rapidi e tosse". Questa descrizione clinica è molto simile a quelle che si trovano nei libri di testo moderni e riflette il grado di conoscenze mediche tra il Medioevo e il XIX secolo.

Edwin Klebs, nel 1875, fu il primo a osservare batteri nelle vie aeree di persone morte di polmonite. I primi studi che permisero di identificare le due più comuni cause batteriche, ovvero lo Streptococcus pneumoniae e la Klebsiella pneumoniae, furono realizzati da Carl Friedländer e Albert Fraenkel, rispettivamente nel 1882 e nel 1884. Lo studio iniziale di Friedländer introdusse la colorazione di Gram, un test di laboratorio fondamentale e ancora oggi utilizzato per identificare e classificare i batteri. Hans Christian Gram descrisse la procedura nel 1884 e permise di differenziare i due batteri, dimostrando che la polmonite poteva essere causata da più di un microrganismo.

William Osler, conosciuto come "il padre della medicina moderna", si rese conto della gravità e della disabilità causata dalla polmonite, descrivendola come il "capitano degli uomini di morte" nel 1918, quando superò la tubercolosi come una delle principali cause di decesso. Questa frase fu originariamente coniata da John Bunyan in riferimento proprio alla tubercolosi. Osler descrisse anche la polmonite come "amica del vecchio", infatti la morte è spesso rapida e indolore.

Gli sviluppi della medicina avvenuti durante il XX secolo, hanno migliorato sensibilmente la prognosi per le persone affette da polmonite. Con l'avvento della penicillina e di altri antibiotici, delle moderne tecniche chirurgiche e della terapia intensiva, la mortalità per polmonite si è avvicinata al 30%, calando precipitosamente nel mondo sviluppato. La vaccinazione dei bambini contro l'Haemophilus influenzae di tipo B è iniziata nel 1988 e ha portato a un drastico calo dei casi. La vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae negli adulti è iniziata nel 1977 e nei bambini nel 2000, con un conseguente calo simile.



Fa più di novemila morti l’anno, soprattutto tra gli ultra sessantacinquenni, eppure la polmonite non mette paura agli italiani, che la giudicano una malattia lontana, che con loro non ha nulla a che fare. Ma una persona su due sa che di polmonite si può morire. È questo ciò che emerge dall’indagine condotta da AstraRicerche intervistando un migliaio di persone di età compresa tra i 30 e gli 85 anni in merito al rischio polmonite.
La ricerca ha portato alla luce un fenomeno quasi paradossale: gli italiani sanno che la polmonite è una malattia abbastanza diffusa e grave, se non gravissima, ma circa la metà del campione intervistato dichiara di saperne poco o nulla e solo il 18,4% dichiara di sentirsi a rischio. E ancora: un terzo degli intervistati (ma più della metà se si considerano gli ultra settantenni, i soggetti più a rischio) pensa che la polmonite non si possa prevenire e il 59,7% non sa che esiste un vaccino.
Anche tra chi parla di misure preventive – come il rispetto di basilari norme igieniche, quali lavarsi le mani con acqua e sapone e non usare stoviglie in comune – pochi citano il vaccino contro lo pneumococco (Streptococcus Pneumoniae). Si tratta di un batterio generalmente innocuo ma che, sopratutto nei soggetti più deboli (come gli anziani, spesso affetti da malattie croniche e colpiti dall’invecchiamento anche nel sistema immunitario), può causare patologie gravi, quali la polmonite appunto (per la quale è l’agente patogeno più frequente), e tutte le complicazioni derivanti. Il vaccino oltre a essere misconosciuto è anche temuto: il 70% dei non vaccinati non ha intenzione di farlo, e le percentuali si impennano tra gli anziani (sfiorando l’86% nella fascia tra i 70 e i 79 anni).
Tra i motivi per cui si rifugge il vaccino le paure degli effetti collaterali e l’assenza di un reale bisogno sono tra i motivi principali. “Le buone abitudini di igiene quotidiana sono sempre utili ma la vaccinazione è l’unico strumento di prevenzione primaria che abbiamo oggi per evitare l’infezione da pneumococco e prevenire lo sviluppo delle malattie e delle complicanze che questo batterio può portare”, ha commentato in proposito Michele Conversano, Past President della S.It.I. Società Italiana di Igiene e Presidente di HappyAgeing, “Solo con la vaccinazione, nello specifico con il vaccino coniugato, si può in un certo senso ‘allertare’ il sistema immunitario e tenerlo pronto a reagire nel caso di infezione da pneumococco“.

La polmonite è un processo infiammatorio che interessa uno od entrambi i polmoni, generalmente a causa di infezioni batteriche, virali o più raramente fungine. Anche l'inalazione di liquidi o sostanze chimiche, così come l'aspirazione nell'albero tracheobronchiale di residui alimentari e succhi digestivi, determina il quadro infiammatorio tipico della malattia (polmonite ab-ingestis).


In risposta alla flogosi i polmoni si riempiono di un liquido biologico che compromette la normale funzione respiratoria, con comparsa di dispnea.
Le probabilità di ammalarsi dipendono dallo stato di salute dell'ospite e sono generalmente superiori al di sotto dei due anni di età e al di sopra dei 65. Oltre alle  difficoltà respiratorie, i sintomi della polmonite ricalcano quelli di una banale influenza, con tosse, malessere generale e talvolta febbre.
Il trattamento medico dipende dalle cause di origine della malattia; nelle polmoniti batteriche, ad esempio, si utilizzano gli antibiotici, mentre in quelli virali è spesso sufficiente il semplice riposo per qualche giorno.
La diagnosi di polmonite viene posta esaminando le radiografie del torace, i sintomi e talvolta l'espettorato del paziente. Le misure preventive comprendono l'accurato lavaggio delle mani, l'astensione dal fumo e l'impiego di mascherine per evitare il contatto con agenti inquinanti o fortemente irritanti. Sono inoltre disponibili appositi vaccini per prevenire alcune forme di polmonite infettiva, come quella influenzale e quella pneumococcica.

I sintomi della polmonite possono variare, anche in maniera significativa, in relazione allo stato di salute generale del paziente e al microrganismo responsabile dell'infezione. Nei casi più lievi, la polmonite ricalca i sintomi tipici dell'influenza, esordendo con un po' di tosse e febbricola. Altri sintomi tipici di questa malattia sono dispnea (fiato corto), la sudorazione, i brividi, il mal di testa, i dolori muscolari e la spiacevole sensazione di malessere generale. Se il processo infiammatorio si estende alle aree superficiali del polmone, con coinvolgimento della pleura (pleurite), il paziente lamenta dolore toracico, accentuato dall'inspirazione profonda, dalla tosse e dai movimenti del torace. Per l'insufficiente risposta immunitaria, gli individui ad alto rischio di complicazioni tendono a sviluppare sintomi d'esordio più lievi, rendendo questa malattia ancor più subdola e pericolosa. Non a caso, le polmoniti vengono spesso prese come esempio di malattie con sintomatologia atipica nell'età avanzata.

In condizioni normali, svariati meccanismi difensivi proteggono l'organismo dalle infezioni polmonari. E' il caso, ad esempio, dei peli delle narici, della tosse, ma anche delle ciglia e del muco bronchiale. Quando i patogeni riescono a superare queste difese e a raggiungere gli alveoli polmonari, vengono prontamente aggrediti dai globuli bianchi. Il conseguente processo infiammatorio porta all'accumulo di un liquido ricco di proteine, chiamato essudato, che riempie gli alveoli opponendosi al normale scambio di gas respiratori. Questo fluido, inoltre, agisce come terreno di coltura per i batteri e ne facilita la disseminazione agli alveoli vicini.
Le polmoniti possono essere causate non solo dai batteri, ma anche da virus, micoplasmi, funghi e varie sostanze chimiche. I microrganismi patogeni possono raggiungere l'albero tracheobronchiale attraverso quattro vie:
per inalazione (patogeni contenuti in goccioline di aerosol abbastanza piccole da raggiungere gli alveoli);
per aspirazione (entrata di materiali estranei nell'albero bronchiale - solitamente rappresentati da residui di cibo, saliva o secrezioni nasali - che possono fungere da veicolo per i microbi responsabili della polmonite);
per inoculazione diretta da sedi contigue;
per diffusione ematogena o linfatica.
Fattori predisponenti:
Classi di età estreme
Condizioni socioeconomiche disagiate
Malattie croniche debilitanti, diabete
Insufficienza renale e cardiaca
Ospedalizzazione
Etilismo, tabagismo
Inquinamento atmosferico
Infezioni delle prime vie aeree
Immunodepressione
Terapia prolungata con
immunosoppressori come i cortisonici
Chemioterapia
Scarsa igiene orale
Disfagia, alterazioni dello stato di coscienza.

Le POLMONITI BATTERICHE possono colpire chiunque, a qualsiasi età, ma prediligono gli individui debilitati, gli etilisti e le persone che presentano altri fattori di rischio.
Alcuni germi responsabili della polmonite batterica sono di comune riscontro nel cavo orale e nelle prime vie aeree di persone sane. Approfittando di un calo delle difese o di altri fattori predisponenti, questi germi possono discendere l'albero bronchiale fino a raggiungere gli alveoli. In questa sede, la risposta immunitaria determina l'accumulo di liquidi, che impediscono il normale scambio di gas tra il sangue e l'aria inspirata.
L'infezione può rimanere confinata od estendersi all'intero polmone; nei casi più severi, inoltre, i batteri possono entrare nel circolo sanguigno ed interessare l'intero organismo, causando malattie molto gravi o addirittura fatali.
Tra i batteri, lo Streptococcus pneumoniae, responsabile della polmonite pneumococcica, è il più più frequente responsabile di polmonite domiciliare in tutte le classi di età ad eccezione dei bambini. In questo caso la malattia può essere prevenuta sottoponendosi ad una specifica vaccinazione.
Tra gli altri agenti infettivi di origine batterica, Gram positivi, ricordiamo lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus agalactiae (responsabili di polmoniti nell'infanzia), mentre tra i Gram negativi si annoverano Haemophilus influenzae,Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli ed altre Enterobacteriaceae.





Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

domenica 25 ottobre 2015

LA SINUSITE



La sinusite è una malattia infiammatoria dei seni paranasali che sono ampie cavità ossee piene di aria, che  vi giunge dal naso attraverso una serie di stretti canalini.

I seni paranasali si formano a partire dall'infanzia e sono completamente sviluppati alla fine della pubertà.

Tipicamente  i seni paranasali interessati si riempiono di secrezioni, a volte maleodoranti, che agiscono sulle terminazioni nervose con un effetto meccanico (pressione) ed un'azione irritativa diretta generando il tipico dolore, violento nelle forme acute, blando nelle croniche.

La sinusite acuta è un'infezione violenta, quasi sempre monolaterale,  caratterizzata da un esordio rapido e la comparsa di forti dolori localizzati al volto, a livello del seno paranasale interessato. La febbre, in genere, è assente.  Il fastidio è notevole ed è spesso necessario assumere antidolorifici per alcuni giorni.
L'episodio acuto, se non complicato, tende a risolversi in 7-10 giorni con un'adeguata terapia farmacologica.

La sinusite acuta può essere un evento occasionale, unico nella vita del paziente, o ripetersi con sempre maggior frequenza. In tal caso occorre porre molta attenzione nella diagnostica e nella terapia per evitare l'evoluzione in una forma cronica.  Lo studio radiografico durante la sinusite acuta mostra un completo opacamento del seno paranasale interessato.

Le sinusiti acute non adeguatamente trattate  possono andare incontro a gravi complicazioni di cui le più pericolose coinvolgono le strutture dell'orbita e sono la CELLULITE ORBITARIA  nell'adulto e l''ETMOIDITE ACUTA del lattante.

Entrambe richiedono un trattamento chirurgico urgente per evitare danni irreverersibili alle strutture dell'orbita fino alla cecità.

Altre gravi complicanze delle sinusiti acute possono interessare le strutture cerebrali (meningite).

La sinusite cronica è la forma più subdola e grave di sinusite per la sua intrinseca tendenza alle recidive.



La sinusite giunge alla cronicizzazione a causa dell'esistenza di danni  ormai irreversibili all'interno del sistema dei canali di ventilazione dei seni paranasali che ostacolano la guarigione della malattia con i trattamenti farmacologici.
La malattia alterna dei periodi di riacutizzazione in cui il paziente accusa una discreta sintomatologia a periodi quiescenti durante i quali, apparentemente la patologia sembra guarita.

La sintomatologia a livello nasale può essere minima nelle fasi che si alternano alle ricadute: manca il dolore, il paziente accusa un senso di peso, un calo dell'olfatto, la presenza di secrezioni a volte maleodoranti.  Nei periodi di riacutizzazione possono comparire sintomi simili a quelli della sinusite acuta.

La sinusite cronica viene spesso scoperta per i disturbi che causa agli organi collegati al naso, ed in particolare l'orecchio ed i bronchi.
Frequentemente i pazienti accusano bronchiti e tosse ricorrenti o infiammazioni dell'orecchio medio con sordità.

Per quanto dia pochi disturbi locali, la sinusite cronica è la forma più pericolosa e difficile da trattare.
Reagisce poco alla terapia medica e guarisce soltanto con un  risanamento  chirurgico accompagnato ad un'adeguata terapia medica, necessaria ad evitare le recidive.

La sinusite riccorente è una forma molto particolare di sinusite. Il quadro clinico è quello di una sinusite cronica, quindi con un'alternanza di episodi di infiammazione acuta e periodi di remissione. A differenza della sinusite cronica, nella SINUSITE RICORRENTE  gli esami TAC eseguiti nei periodi intervallati (cioè di assenza di disturbi) non mostrano alcuna patologia a carico dei seni paranasali.  La sinusite ricorrente viene trattata con un intervento chirurgico.

Tranne le cosiddette SINUSITI ODONTOGENE, che si sviluppano a carico dei seni mascellari a causa di malattie dei denti, la stragrande maggioranza delle forme di sinusite ha inizio con un raffreddore  prolungato o con una rinite cronica .

Inizia tutto con una serie di raffreddori che si susseguono e durano sempre più a lungo.
Tipicamente nelle fasi iniziali i pazienti non prestano particolare attenzione a quanto sta accadendo, credendo che si tratti dei soliti episodi di raffreddamento.
Un importante campanello d'allarme è costituito dall'anomala durata dei sintomi (naso chiuso, secrezioni), che persistono a volte per mesi mentre il raffreddore è una malattia che deve risolversi nel giro di 7-10 giorni.



La sinusite cronica rappresenta quindi l'estrema conseguenza di ripetuti episodi di raffreddore che, lentamente, danneggiano le strutture interne del naso.

Per tale motivo è essenziale curare bene i raffreddori,  specialmente se recidivanti.

Occorre inoltre precisare che la sinusite è una malattia “opportunista”, ciò significa che è abbastanza raro che si manifesti in pazienti con un'anatomia nasale perfetta, la sinusite colpisce invece quasi sempre nasi che presentano problemi funzionali quali deviazioni del setto, riniti croniche, allergie, etc.

I seni paranasali sono quattro paia di cavità collocate all’interno degli zigomi, della fronte, dietro la cavità nasale e in profondità dietro l’osso frontale. I seni paranasali sono rivestiti dalle stesse mucose che costituiscono il naso e la bocca.
Quando si viene colpiti da un raffreddore o da un’allergia i tessuti dei seni paranasali si gonfiano e producono una maggiore quantità di muco, esattamente come avviene all’interno del naso. Il sistema di lubrificazione dei seni può bloccarsi e quindi il muco può rimanere intrappolato all’interno dei seni.

Tutto ciò facilita lo sviluppo di batteri, virus e funghi, e può provocare la sinusite.

La sinusite non deve essere trascurata perché non guarisce da sola e di conseguenza deve essere trattata adeguatamente. Per risolvere l’infezione il medico procederà alla prescrizione di antibiotici specifici mentre per alleviare la sintomatologia potrà ritenere utile ricorrere all’utilizzazione (per limitati periodi di tempo) di antinfiammatori, di decongestionanti locali somministrati con gocce nasali o mediante aerosol terapia, di corticosteroidi. Per i pazienti affetti da sinusite provocata da fattori allergici può essere rivelarsi utile anche l’assunzione di antistaminici. Per alleviare i disturbi e facilitare la risoluzione del problema è consigliabile evitare gli ambienti molto secchi ed affollati, (l’umidificazione dell’ambiente favorisce il drenaggio nasale), il fumo, le correnti d’aria e le temperature molto rigide.
Per risolvere quelle forme di sinusite che non rispondono alla terapia antibiotica può rendersi necessario ricorrere ad un intervento chirurgico per rimuovere il materiale purulento, ripristinare il drenaggio e migliorare la ventilazione.






Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

lunedì 21 settembre 2015

ATTENTI AI FUNGHI....le intossicazioni



Con le dovute precauzioni, i rischi di mangiare funghi controllati da un micologo, sono minimi e si può portare in tavola un piatto prelibato. «Il consiglio? Consumare pochi funghi, tutto l'anno, e assaporarli freschi quando sono di stagione», dice un nutrizionista.
«Nella tradizione popolare si usavano rimedi fai da te per riconoscere i funghi velenosi da quelli commestibili», mette in guardia l'esperto micologo. «Nessuno di questi metodi ha il benché minimo fondamento, l'unico sistema per non rischiare è rivolgersi all'ispettorato micologico, dove operano professionisti nel riconoscimento delle specie fungine».

Gli avvelenamenti da funghi possono essere divisi in due grandi categorie: intossicazione a lunga incubazione ed intossicazioni a breve incubazione.

Ciò che caratterizza le intossicazioni a lunga incubazione è la comparsa dei sintomi dopo otto-dieci ore dall'ingestione del fungo: cioè non dipende da un fatto digestivo ma dall'azione di alcuni veleni che giungendo alle cellule agiscono in senso negativo sui processi vitali.

Se, dopo l'ingestione di funghi, insorgono dei disturbi sospetti quali sindrome gastroenterica e vomito e diarrea, anche dopo 24 ore: recarsi subito in pronto soccorso e portare con sé tutti gli avanzi dei funghi (cotti, crudi, resti di pulizia). Se altre persone hanno consumato gli stessi funghi, contattarli immediatamente e inviarli al pronto soccorso.

I sintomi a breve latenza compaiono da 30 minuti a 6 ore dall'ingestione di funghi tossici e si risolvono in circa 24 ore. Il rischio per la vita è basso e, se non gravi, regrediscono con il solo uso di farmaci sintomatici.



La sindrome gastrointestinale è la più frequente. Molti funghi ne possono essere la causa (soprattutto Entoloma lividum, Russula emetica, Boletus satanas, ecc) e i principi attivi responsabili sono molteplici e non sempre noti.

I sintomi compaiono già al termine del pasto o entro 3-4 ore e sono proporzionali alla quantità di funghi ingerita. Il vomito, la diarrea e i dolori addominali regrediscono spontaneamente in 24-48 ore, ma spesso necessitano di una reintegrazione delle perdite idriche.

La sindrome panterinica è data soprattutto da Amanita muscaria e Amanita pantherina. In rapporto alla quantità di tossine ingerite (acido ibotenico, muscimolo e muscazone) si ha un quadro clinico che va dal capogiro, barcollamento, euforia, tremori, stato confusionale, sino alle crisi convulsive accompagnate da allucinazioni e sopore.

La sindrome muscarinica è dovuta alla muscarina (isolata dall'Amanita muscaria ma presente in maggior quantità in Clitocybe e Inocybe) ed è caratterizzata da un quadro clinico, che compare 15-60 minuti dopo l'ingestione, con cefalea e dolori addominali, ipersalivazione, intensa sudorazione, lacrimazione, tremori, bradicardia. La terapia prevede, oltre alla decontaminazione gastrica, l'uso di atropina.

I funghi responsabili della sindrome psicodisleptica appartengono ai generi Psilocybe, Panaeolus, Stopharia.

La sintomatologia insorge entro 1 ora dall'ingestione ed è caratterizzata da disturbi della visione, distorsione della percezione dei colori e delle forme, disorientamento, agitazione, aggressività.

La sindrome coprinica è determinata da una tossina prodotta da Coprinus atramentarius che interagisce con l'etanolo ed è caratterizzata da vasodilatazione cutanea, ipotensione, tachicardia, cefalea. Il trattamento è sintomatico.



Le sindromi a lunga latenza provocano una più alta incidenza di mortalità e sono intossicazioni che possono manifestarsi con una sindrome tardiva, maggiore alle 6 ore (8-12 ore).

I sintomi inizialmente possono mimare una gastroenterite di tipo influenzale, tanto che il paziente e lo stesso medico curante possono sottovalutare il rischio e l'ospedalizzazione può avvenire tardivamente.

La tossicità è legata alla presenza di amatotossine. Sono sufficienti 20 g pari anche a un solo cappello per determinare gravi intossicazioni. I sintomi della sindrome falloidea sono caratterizzati da frequenti episodi di vomito e diarrea che portano a disidratazione e squilibri elettrolitici.

L'organo bersaglio è il fegato con il blocco della sintesi delle proteine e conseguente morte cellulare. Il danno può richiedere il trapianto o essere mortale. Tutte le gastroenteriti che compaiono dopo ingestione di funghi, con una latenza superiore alle 6 ore, devono essere trattate il più precocemente possibile con la decontaminazione (lavanda gastrica, carbone a dosi ripetute) e con l'infusione di liquidi, poiché il trattamento è tanto più efficace quanto è precoce.

La sindrome orellanica è determinata dal genere Cortinarius orellanus e speciosissimus, può non dare manifestazioni gastroenteriche, ma già dopo 36 ore (a volte con intervalli di giorni o settimane), compaiono dolori muscolari, cefalea, brividi, inappetenza, seguiti da riduzione della quantità di urina.

L'evoluzione verso un'insufficienza renale è possibile e spesso irreversibile. Per questo tipo di intossicazione l'unica terapia a disposizione è la dialisi, di supporto durante il periodo di sofferenza renale; nel caso di insufficienza renale irreversibile è previsto il trapianto di rene.

La sindrome gyromitrica è caratterizzata per la comparsa, dopo ingestioni ripetute e di notevole quantità, di sonnolenza, contratture muscolari, anemia emolitica, danno al fegato e ai reni.
Le principali specie fungine coinvolte nelle intossicazioni a rapida insorgenza sono l'Amanita Muscaria od ovolo malefico e l'Amanita Panterina o tignosa bruna. Invece, un esempio di fungo molto tossico, ma con una lenta insorgenza dei sintomi, è dato dall'Amanita Phalloides o tignosa verdognola; è infatti sufficiente ingerire metà del cappello di questo fungo per avere effetti a livello gastrico e neurologico, sino alla morte. Gli effetti causati dall'Amanita Phalloides insorgono anche dopo 24-48 ore dalla sua ingestione. Questo fungo contiene un mix di sostanze tossiche che appartengono a diverse famiglie e che possiedono meccanismi d'azione differenti. Queste sostanze pericolose e letali sono:
AMATOSSINE: sono presenti in bassa concentrazione, possono essere riassorbite a livello intestinale ed  inibiscono la RNA polimerasi II, con conseguente inibizione della sintesi del mRNA e delle proteine;
FALLOTOSSINE: producono gravi danni epatici e neurologici (encefalopatia);
VIROTOSSINE: hanno più o meno lo stesso effetto delle precedenti.







Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

Elenco blog Amici

  • DIO ESISTE? - . L’esistenza di Dio non può essere né dimostrata né smentita. La Bibbia dice perfino che noi dobbiamo accettare per fede il fatto che Dio esiste: “Or s...
    8 anni fa
  • CANNA LEGALE - E'in vendita la “cannabis light”: una marijuana con pochissimo principio attivo, che non provoca sostanziali effetti psicotropi ed è legale. Il contenut...
    8 anni fa
  • ABRACADABRA - . Abracadabra viene considerata la parola universalmente più adottata fra quelle pronunciate senza traduzione nelle singole lingue. Ci sono varie ipotesi...
    8 anni fa
  • PANE E FRUTTA - Il pane unito a confettura, miele, ecc. non viene digerito bene; ogni amidaceo infatti male si trasforma qualora sia associato a dello zucchero. La dig...
    8 anni fa
  • LA BAIA DEL SILENZIO - La baia del Silenzio di Sestri Levante è una spiaggia incorniciata da case in tinta pastello e animata dalle barche dei pescatori. Si apprezza al massi...
    8 anni fa
  • LE PETTINATURE - Se si cambia spesso pettinatura e colore vuol dire che si è alla ricerca della propria identità. Se la pettinatura è la stessa da sempre si hanno di...
    8 anni fa

Elenco blog amici