giovedì 21 aprile 2016

I PRELIEVI



Il prelievo di sangue – o, più esattamente, il “prelievo venoso” – rappresenta una delle procedure più comuni per ottenere i campioni biologici necessari per l’esecuzione degli esami di laboratorio.

Questa procedura è considerata terapia medica a tutti gli effetti e come tale la sua effettuazione è riservata a personale sanitario specializzato (medici, biologi e infermieri), con l’ausilio di materiali sterili (aghi, siringhe, provette)  presso gli ambulatori pubblici e privati.

Il prelievo ematico viene svolto attraverso l’introduzione in vena di un ago, il diametro della sezione del quale si è nel corso degli anni notevolmente ridotto, con evidenti vantaggi per il paziente.

Il personale sanitario effettua il prelievo principalmente nell’avambraccio secondo precisi criteri e, nel caso in cui sia impossibile effettuare il prelievo in tale zona, si cerca di introdurre l’ago in zone sempre periferiche del corpo le quali presentino vasi sanguigni più visibili. Le zone più utilizzate in questa fase sono il dorso della mano e il polso.

Nei bambini, in pazienti in chemioterapia o terapia anticoagulante e nei pazienti che presentano particolari difficoltà per l’individuazione dell’accesso venoso vengono utilizzati aghi butterfly, di lunghezza inferiore e di diametro uguale o minore all’ago convenzionalmente in uso. E’ da evidenziare che gli aghi butterfly non vengono utilizzati per procurare meno dolore nell’atto del prelievo, come erroneamente la maggior parte dei pazienti ritiene, ma sono da ritenersi un supporto efficace nei casi sopra indicati esclusivamente per la loro maggiore maneggevolezza.

E’ bene ricordare che tra le varie pratiche mediche il prelievo del sangue è considerato semplice e privo di complicanze, pur tuttavia resta una pratica invasiva e niente affatto esente da ripercussioni psicologiche. È molto importante quindi instaurare con il prelevatore un rapporto di fiducia e un dialogo che consenta di riportargli serenamente eventuali timori, la paura del prelievo, la fobia dell’ago, la possibilità concreta di una perdita di sensi o il desiderio/necessità di svolgere il prelievo sdraiandosi sul lettino.

Il prelevatore sarà pronto ad accogliere tali problematiche e a porre in essere le necessarie misure precauzionali affinché il prelievo si svolga nel modo più opportuno e rassicurante possibile.

Le accortezze da applicare prima di un prelievo ematico sono le seguenti:

osservare un digiuno di almeno 8/12 ore prima del prelievo evitando anche bevande, fatta eccezione per l’acqua naturale.
evitare di fumare al mattino prima del prelievo.
non assumere alcool nelle 12 ore che precedono il prelievo.
non assumere farmaci nelle 12 ore precedenti il prelievo ad eccezione di prescrizione obbligatoria del medico o assoluta necessità; nei casi suddetti segnalare il tipo di farmaco assunto al prelevatore.
nei giorni antecedenti il prelievo non modificare le proprie abitudini alimentari.
evitare sforzi fisici intensi nelle 24 ore precedenti il prelievo.
evitare l’eccessivo digiuno (oltre 24 ore) per la conseguente diminuzione di glicemia, colesterolo, trigliceridi, proteine, T3, T4 ed aumento di bilirubina, acido urico e creatinina.


Secondo la costituzione fisica ed età, le vene sono diverse, se magro, normopeso o sovrappeso, l'età può essere ingannevole, gli anziani possono aver fatto più terapie ma sono i giovani che collassano e svengono.
Il colorito è sempre da considerare: potenzialmente infetto e agire di conseguenza, ma se è itterico la possibilità che abbia un epatite esiste,

La cubitale mediana è la prima scelta, unisce la cefalica e la basilica, però, guardiamo il braccio.

Se siamo in un ambulatorio prelievi forse è tutto a posto, ma se siamo in reparto dopo giorni di fleboclisi allora potrebbero esserci dei problemi.

Possiamo trovare vene dure, trombizzate a causa dell'infuzione di soluzioni ipertoniche o istiolesive, queste non vanno usate, massima cautela se sono in prossimità della cubitale mediana e attenzione a non confondersi con l'arteria radiale.

Le vene trombizzate non vanno forate.

Si possono trovare delle flebiti, le vene in prossimità non vanno forate.

Si possono trovare diversi ematomi in corrispondenza della vena e se poi sono visibili i fori,  è un segnale che ci mette in allarme per una potenziale fragilità delle vene che appena forate o durante il prelievo si rompono.

Una possibile soluzione è mettere il laccio e prendersi un po di tempo per cercare la vena e decidere il punto da forare, poi SI TOGLIE IL LACCIO EMOSTATICO,  si lascia tornare la vena alla dimensione originaria, riposiziona il laccio e si fora appena il nostro tatto la percepisce.

La fragilità che abbiamo visto negli ematomi può anche essere dovuta a problemi circolatori e sono stati forati dei capillari o delle anastomosi venose che sono cresciute per compensare.

Si possono notare molte ecchimosi, piccoli ematomi che il nostro assistito si è procurato per contatto con le superfici, è un segnale che dobbiamo dedicare qualche minuto in più alla compressione del foro.

Comunque si vede l'assistito si deve forare, ci si trova a cercare e si parte dalla cubitale mediana se il tatto non sente nulla, visivamente si vede se la cefalica e la basilica sono disponibili e poi si spostano le dita per cercarle.

Scendendo si trova la cefalica, la mediana, poi le vene del dorso della mano e la basilica.

I problemi che si possono avere sono due:

nel momento del foro, la mobilità della vena, rischio rottura, dolore per l'assistito,

durante il prelievo, la vena collabisce, o l'ago aderisce alla parete della vena.

La soluzione è nella manualità, fermezza e delicatezza perchè il campo di lavoro è dell'ordine di millimetri.

Se non si ha trovato nulla allora abbiamo l'ultima spiaggia, si piega il gomito e si guarda dietro il braccio, la basilica si ramifica e fa una curva è un prelievo fatto a testa in giù.

La basilica che si trova dietro al gomito è spesso ignorata per una serie di motivi che la rendono una vena difficile da reperire.

La vena è mobile fra le più mobili ed è resistente essendo di grosso calibro, quindi se la si cerca c'è un alto rischio di rottura.

Quante volte da bambini, e non solo, capita di storcere il naso di fronte alla necessità di fare un prelievo di sangue. Il fastidio per aghi e iniezioni è spesso difficile da vincere. La soluzione? Un piccolo dispositivo di plastica, grande come una pallina da ping pong. Ideato da una startup Usa dell’University of Wisconsin-Madison, si chiama “HemoLink” e riesce a estrarre una quantità di sangue sufficiente a effettuare diverse analisi cliniche: colesterolo glicemia, infezioni e cellule tumorali. Non è necessario avere una formazione medica, o infermieristica. Basta premere l’apparecchio per appena due minuti sulla pelle, standosene comodamente seduti sul divano di casa, e il gioco è fatto.

Il funzionamento di HemoLink è basato su una sorta di effetto sottovuoto, grazie al quale il sangue fluisce direttamente dalla pelle all’interno di una piccola provetta. “A livello di microfluidi la tensione domina sulla forza di gravità, e questo – spiega Ben Casavant, tra gli ideatori del congegno – consente al sangue di fluire per capillarità all’interno della provetta”. Uno dei problemi principali di questo prelievo fai da te è, però, preservare il campione di sangue, senza che si deteriori, per il tempo necessario a effettuare tutte le analisi di laboratorio. Gli esperti Usa, a questo proposito, stanno pensando a un congegno in grado di stabilizzare il materiale biologico per una settimana, consentendogli di resistere fino a temperature di 60 gradi centigradi. In questo modo, si potranno evitare complicati trasporti con appositi sistemi di refrigerazione.

Grazie a un finanziamento da parte dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi, gli esperti dell’università Usa stanno, inoltre, sviluppando una tecnica per prelevare campioni per la diagnosi dell’Hiv. “Abbiamo pensato di mettere a frutto le conoscenze acquisite in tanti anni di studi sui microfluidi – conclude Casavant -, per realizzare un dispositivo che fosse allo stesso tempo utile, economico e semplice da usare”. HemoLink è attualmente in attesa di brevetto e, dopo l’autorizzazione, attesa entro la fine dell’anno, da parte della Food and drug administration (Fda) – l’ente governativo Usa che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici -, dovrebbe entrare in commercio entro la fine del 2016.




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