giovedì 26 novembre 2015

L'AMFETAMINA



L'amfetamina fu sintetizzata nel 1887. L'uso medico sperimentale delle amfetamine è cominciato negli anni 1920. È stato introdotto nella maggior parte del mondo sotto forma di Benzedrina verso la fine degli anni venti.
Simpamina era il nome commerciale di un prodotto farmaceutico adrenergico derivato dall'amfetamina, prodotto dalla ditta Recordati e venduto in farmacia senza ricetta sino al 1972.

Nel suo uso illegale la forma più diffusa oggi è lo speed (dall'inglese "velocità"). Lo speed può essere formato da anfetammine, sostanze metanfetamminiche, anfetammino-simili come l'efedrina. Il suo colore varia dal bianco, al giallo, al rosa, al marrone chiaro e dipende soprattutto dalle impurità contenute nei solventi usati nel processo chimico di realizzazione della sostanza.

Le amfetamine sono sostanze ottenute per sintesi chimica dal precursore feniletilamina. In termini tecnici sono delle "designer drugs".
Le forme normalmente rintracciabili sul mercato clandestino sono costituite da compresse, compresse ricoperte, pastiglie, gocce o soluzioni iniettabili, polvere bianca, cristallina, venduta in carta d’alluminio o piccole buste di plastica.
Tale classe di sostanze comprende l'amfetamina, il composto progenitore, la metossiamfetamina e la metilendiossimetamfetamina e molte, molte, altre. Tale categoria di sostanze comprende inoltre molti farmaci generalmente utilizzati come psicostimolanti e o anoressizzanti.

Sono moltissimi i nomi di strada per l'amfetamina "Speed", "Crystal", "Bennie" e, quando combinata all’eroina, "Frisco Speed". Per la metamfetamina "Speed", "Meth", "Crank". Per la d-methamfetamina "Ice", "Rocks", "Shabu", etc. etc.
L'abuso dell'amfetamina causa una grave dipendenza psicologica.
L'abuso di lunga durata provoca esaurimento fisico e malnutrizione/denutrizione estrema fino alla cachessia e alla morte.
Dopo decenni di abuso, la FDA (Food and Drug Administration statunitense) ha vietato l'uso come stupefacente e l'ha limitata all'uso con prescrizione medica nel 1959. L'Italia è stata uno degli ultimi paesi europei a recepire la normativa. Oggi è invece fra le nazioni più restrittive e dopo il ritiro del Plegine nessun amfetaminico è in commercio.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata dalla rivista medica Lancet, le amfetamine occupano l'ottavo posto.

Possibili effetti negativi sono disturbi cardiaci (tachicardia, battito cardiaco irregolare), perdita di appetito, ipertensione, allucinazioni, insonnia e psicosi paranoide perduranti per giorni.



Gli effetti delle amfetamine sono attribuiti a modificazioni della funzione e dell'integrità del sistema serotoninergico.
Fondamentalmente aumentano il rilascio di serotonina (5-HT), neurotrasmettitore deputato al controllo del sonno, del tono dell'umore, del comportamento sessuale e della fame.
Dopo l'iniziale liberazione massiva di serotonina, le amfetamine provocano un effetto opposto determinando il blocco della sintesi di serotonina. Viene infatti inibito l'enzima triptofano – idrossilasi deputato alla sintesi del neurotrasmettitore.

Addizionalmente agli effetti già noti dall'impiego farmacologico di sostanze stimolanti, simpaticomimetiche, euforigene che si instaurano dai 15 ai 60 minuti dopo l'assunzione, gli assuntori di tali sostanze provano liberazione emozionale, accresciuti sentimenti di auto-stima e una rottura delle barriere comunicative.

Tali sostanze inducono anche temporanei incrementi della performance (doping), perdita dell'appetito (anoressizzante) e l'eliminazione della necessità di dormire.

Gli effetti collaterali sono generalmente costituiti da allucinazioni acustiche e visive, nervosismo, irritazione, disorientamento, elevata pressione sanguigna, aumento del battito cardiaco e della temperatura corporea.

Uno dei pericoli più gravi, che distingue in modo particolare questa classe di sostanze da altre classi di droghe, è costituito dall'elevata neurotossicità. Studi approfonditi su animali e, successivamente, su volontari umani, hanno dimostrato la degenerazione irreversibile dei neuroni che, in pratica, si "bruciano". Nei casi in cui le cellule degenerate ricrescono si è notato come tale crescita dia luogo a neuroni "mutati" e inattivi. Tali condizioni sono molto simili a quelle alla base dell'epilessia e del morbo di Parkinson.

Sono stati ripetutamente riportati episodi, spesso fatali, relativi a psicosi paranoide, collasso cardiocircolatorio, emorragia cerebrale ed infarto.

La dipendenza da tali sostanze è esclusivamente psicologica (nonostante occasionali situazioni di emicrania e depressione in assenza di assunzione). Le amfetamine, inoltre sviluppano ed incrementano la tolleranza all'aumentare della dose.



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