giovedì 3 marzo 2016

IGIENE....INTIMA



L'apparato genitale femminile possiede comunque meccanismi di difesa fisiologici che cooperano a proteggerlo dall'invasione e dalla proliferazione di microrganismi potenzialmente patogeni e a mantenerne il delicato equilibrio.

L'acidità vaginale (normalmente indicata da un valore di pH) rappresenta la difesa più importante: oltre a preservare l'integrità e l'elasticità delle mucose, protegge dalle infezioni esterne. L'acidità vaginale è garantita soprattutto da un batterio, il lattobacillo di Doderlein, normalmente presente in vagina, dove determina una costante acidificazione dell'ambiente. Un altro meccanismo difesa è rappresentato dalla particolare struttura anatomica ''chiusa''dell'apparato genitale femminile, che costituisce una sorta di barriera meccanica.
In seguito a terapie farmacologiche o in particolari momenti della vita come la pubertà, la menopausa o durante periodi di stress, il delicato equilibrio della flora batterica vaginale si può alterare causando infiammazioni.
Le infiammazioni dell'apparato genitale femminile, di tipo batterico, allergico, irritativo o traumatico, sono piuttosto comuni: in tutti questi casi una corretta igiene intima è di fondamentale importanza, anche se, non sempre, da sola risolve il problema.
La vagina è un'area del corpo capace di pulirsi da sé; per questo è sufficiente detergere i genitali esterni (grandi e piccole labbra, meato urinario, clitoride e vestibolo della vagina) con acqua e un po' di sapone delicato. Sconsigliate le lavande vaginali, che potrebbero alterare la microflora locale esponendo la vagina ad un aumentato rischio di infezione. La pratica delle docce vaginali, inoltre, non possiede alcuna utilità in termini anticoncezionali, dal momento che l'efficacia contraccettiva è stimata in non più di un 15-30%.
Durante l'età fertile il pH vaginale è leggermente acido (intorno a 4,5) e dev'essere mantenuto quanto più possibile tale. Per questo motivo i detergenti utilizzati per l'igiene intima dovrebbero avere un pH intorno a 3,5 - 5,5. Dal momento che molti saponi tradizionali sono leggermente alcalini (pH > 7), si consiglia il ricorso a prodotti appositamente testati ed approvati per l'igiene intima.

In menopausa, per la diminuzione del livello di estrogeni, la mucosa vaginale può andare incontro a fenomeni di secchezza, per mancanza di idratazione. Ciò può provocare un assottigliamento dei tessuti, minore elasticità, e una conseguente tendenza alle irritazioni e alle infezioni. In questi casi può essere utile orientarsi verso detergenti intimi delicati, con funzione idratante, abbinando gel o creme umettanti per la mucosa vaginale; questi prodotti sono a base di sostanze idratanti arricchite con aloe, camomilla, calendula o timo a cui si attribuiscono proprietà emollienti, lenitive e dermoprotettive.



Nelle operazioni di lavaggio e pulizia in genere, è sempre opportuno partire dalla vulva e scendere verso l'ano, non viceversa, per evitare che i batteri intestinali entrino in contatto con la vagina o le vie urinarie.
L'uso di spray ed altri prodotti deodoranti nella regione intima è controindicato, primo perché potrebbe determinare irritazioni o reazioni allergiche, secondo perché i cattivi odori (ammesso che siano tali) non devono essere nascosti ma trattati (spesso sono causati da malattie sessualmente trasmesse).
Dopo il lavaggio è consigliabile asciugare con cura la zona, ricorrendo eventualmente al phon per evitare l'eccessiva umidificazione dei genitali esterni. L'asciugamano dev'essere strettamente personale e va utilizzato tamponando la vulva piuttosto che sfregandola; dopo l'uso dev'essere steso ad asciugare, in quanto un ambiente umido favorisce lo sviluppo ed il proliferare dei germi.
Esagerare con l'igiene intima è negativo quanto non lavarsi affatto; utilizzando troppo sapone, ad esempio, la pelle si secca e perde la sua naturale elasticità. La stessa cosa succede se non si procede con un generoso risciacquo dopo l'applicazione del detergente intimo.

Occorre limitare l'utilizzo di collants e pantaloni eccessivamente stretti, preferendo biancheria intima di cotone ed evitando materiali sintetici come il nylon. Durante la notte è consigliabile non indossare le mutandine; queste devono essere lavate ad alte temperature (90°) e sciacquate abbondantemente per allontanare i residui di detersivo.
Come ricordato per l'asciugamano, è importante evitare l'utilizzo promiscuo di biancheria intima o costumi da bagno.

Per quanto riguarda l'alimentazione, particolare cura viene posta nel limitare i cibi ad alto indice glicemico e nel consumare adeguate quantità di frutta e verdura per evitare la stipsi. In generale valgono le regole per una sana e corretta alimentazione.
Per quanto riguarda la contraccezione, sono preferibili i metodi di barriera, come il tradizionale preservativo. Il profilattico, infatti, è la più efficace difesa dalle malattie sessualmente trasmissibili, contro le quali la pillola anticoncezionale è invece pressoché impotente. Il ripetuto contatto con lo sperma, inoltre, per via della sua intrinseca alcalinità, può favorire lo sviluppo di infezioni vaginali. Eventuali lubrificanti dovranno essere a base acquosa, non oleosa.
Anche durante il periodo mestruale l'igiene intima non dev'essere maniacale. L'acqua ed i detergenti delicati a pH acido (3,5-5,5) sono più che sufficienti e non vi è alcuna necessità di ricorrere alle irrigazioni. Piuttosto, è buona regola cambiare frequentemente il salvaslip, poiché la sua eccessiva permanenza aumenta il calore e l'umidità locale favorendo le infezioni ed il cattivo odore.
Per la protezione intima, durante le mestruazioni, si possono alternare i tamponi interni (durante il giorno) ad assorbenti esterni, preferibilmente in puro cotone, la notte.
Al mare o in piscina, evitare di stare a lungo con il costume da bagno umido.
In condizioni normali, le secrezioni cervicali ed il trasudato vaginale si caratterizzano per il colore chiaro, tendente al trasparente, e l'odore gradevole. Alterazioni del loro aspetto, specie se associate a sintomi come cattivo odore, pruriti, irritazioni, arrossamenti e dolore vulvo-vaginale, sono probabilmente correlate ad una malattia venerea. E' ingenuo sperare che tali sintomi regrediscano con una maggiore igiene intima o con i consigli dell'amica; è invece necessario sottoporli al più presto all'attenzione del medico o del ginecologo.

Dal momento che l'utilizzo frequente di salvaslip può aumentare la trasudazione (e quindi favorire il cattivo odore e irritazioni), è bene ricorrervi solo saltuariamente, e non come abitudine.

Qualsiasi cosa entri a contatto con la vagina, incluse le mani, dev'essere accuratamente pulita; è quindi necessario ricercare e pretendere la massima pulizia, anche del partner.
Una corretta igiene intima, infine, non può prescindere dal regolare consulto con il proprio ginecologo, una figura amica che accompagna la donna in tutto il suo percorso di vita.




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