sabato 26 marzo 2016

INFEZIONI MASCHILE



Malattie, pruriti, rotture, eiaculazione precoce e ritardata, fratture. La parte del corpo a cui gli uomini tengono di più, il pene, non porta solo gioie e soddisfazioni.

I disturbi del pene possono influire negativamente sulla funzionalità sessuale e sulla fertilità.

Il priapismo è un’erezione continua, spesso dolorosa, che può continuare per alcune ore o alcuni giorni. L’erezione causata dal priapismo non è connessa all’attività sessuale e non cessa dopo l’orgasmo: il sangue affluisce al pene, ma non defluisce correttamente. Tra le cause più frequenti del priapismo:
Abuso di alcool o droghe (soprattutto cocaina),
Uso di determinati farmaci, tra cui alcuni antidepressivi e farmaci per il controllo della pressione,
Problemi al midollo spinale,
Lesioni ai genitali,
Anestesia,
Terapia iniettiva contro l’impotenza,
Malattie del sangue, come la leucemia e l’anemia falciforme.
Il priapismo deve essere curato, perché un’erezione prolungata potrebbe danneggiare il pene: lo scopo della terapia è quello di attenuare l’erezione e mantenere intatta la funzionalità dell’organo. Nella maggior parte dei casi si procede ad un drenaggio del sangue mediante una siringa che lo aspira dall’asta. Possono anche essere usati farmaci vasocostrittori che fanno diminuire l’afflusso di sangue. Raramente si rivela necessario l’intervento chirurgico per evitare lesioni permanenti. Se il disturbo è causato dall’anemia falciforme, probabilmente si dovrà ricorrere a una trasfusione di sangue.

Nei pazienti affetti dalla sindrome di La Peyronie si forma una placca od un rigonfiamento duro sul pene. La placca si sviluppa quasi sempre sulla parte superiore del pene oppure, più raramente, nella parte inferiore, negli strati che contengono il tessuto erettile. La placca di solito compare come un’area di irritazione e infiammazione localizzata e può trasformarsi in una lesione più dura. La lesione fa diminuire l’elasticità del pene nella zona colpita.
La sindrome di La Peyronie è per lo più un disturbo lieve che guarisce spontaneamente nel giro di 6-15 mesi. In questi casi il problema non si aggrava ed è limitato a una semplice infiammazione. Nei casi più gravi, invece, il disturbo può durare per anni. La placca indurita fa diminuire la flessibilità, causando dolore e costringendo il pene a piegarsi o arcuarsi durante l’erezione.
Oltre ad arcuare il pene, la sindrome di La Peyronie può causare dolore in condizioni normali, ma anche durante l’erezione. Può anche causare stress emotivo e avere ricadute negative sul desiderio e sulla funzionalità sessuale.
La causa esatta della sindrome di La Peyronie non è nota con esattezza: i casi che si sviluppano in fretta, che durano per poco tempo e scompaiono senza terapie, sono quasi sempre dovuti a un trauma (ferite o curvature) che causa un sanguinamento interno del pene. Alcuni casi di sindrome di La Peyronie, tuttavia, hanno un decorso più lento e sono abbastanza gravi da richiedere un intervento chirurgico. Tra le altre possibili cause della sindrome di La Peyronie:
Vasculite. È un’infiammazione del sangue o dei vasi linfatici che può portare alla formazione di lesioni.
Malattie del tessuto connettivo. Secondo il National Institute of Health americano, il 30 per cento circa dei pazienti colpiti dalla sindrome di La Peyronie si ammala anche di disturbi che colpiscono il tessuto connettivo in altre parti dell’organismo. Questi disturbi di solito causano l’ispessimento o l’indurimento del tessuto connettivo, un tessuto specializzato che serve da supporto ad altri tessuti dell’organismo e si trova ad esempio nelle cartilagini, nelle ossa e nella pelle.
Ereditarietà. Alcune ricerche ipotizzano che i pazienti che hanno un parente affetto dalla sindrome di La Peyronie corrono un rischio maggiore di ammalarsi della stessa sindrome.
La placca sintomo della sindrome spesso regredisce o scompare senza alcuna terapia, quindi la maggior parte dei medici consiglia di aspettare 1-2 anni o più prima di tentare di correggerla chirurgicamente. In molti casi l’intervento chirurgico produce risultati positivi, ma si possono verificare delle complicazioni e molti dei problemi connessi alla sindrome (ad esempio l’accorciamento del pene) non vengono corretti dall’intervento, quindi la maggior parte dei medici preferisce intervenire chirurgicamente solo negli uomini con curvature talmente pronunciate da rendere impossibili i rapporti.
Per curare la sindrome di La Peyronie esistono due tecniche chirurgiche.
Nella prima viene rimossa la placca e poi la zona viene coperta con un pezzo di pelle o di materiale artificiale (trapianto di pelle).
Nella seconda il chirurgo rimuove o pizzica il tessuto dalla parte del pene opposta alla placca, impedendo così al pene di arcuarsi.
Con il primo metodo si può perdere parzialmente la funzionalità erettile e soprattutto la rigidità. Con il secondo metodo, noto come intervento di Nesbit, il pene eretto sarà più corto.
La terapia non chirurgica per la sindrome di Peyronie comporta l’iniezione di farmaci direttamente nella placca, per cercare di ammorbidire il tessuto colpito, diminuire il dolore e correggere la curvature del pene. È possibile usare le protesi peniene nei casi in cui il disturbo impedisce al paziente di raggiungere o mantenere l’erezione.

La balanite è un’infiammazione della pelle che copre la sommità del pene. Un disturbo simile è la balanopostite, cioè l’infiammazione del glande e del frenulo. Tra i sintomi della balanite:
rossore,
dolore,
prurito,
eruzione cutanea,
perdite maleodoranti.
La balanite colpisce soprattutto gli uomini e i ragazzi non circoncisi e che non prestano sufficiente attenzione all’igiene. L’infiammazione si può verificare se la pelle sotto al prepuzio, che è più sensibile, non viene lavata regolarmente, permettendo così al sudore, alla pelle morta e ai batteri di raccogliersi sotto al prepuzio e causare l’irritazione. Se il prepuzio è stretto, può essere più difficile tenere pulita la zona: l’irritazione è causata da una sostanza maleodorante (smegma) che si può accumulare sotto al prepuzio.
Tra le altre cause possiamo avere:
Dermatite/allergia. La dermatite è un’infiammazione della pelle, causata in molti casi da una sostanza irritante o da un’allergia da contatto. La sensibilità alle sostanze chimiche presenti in certi prodotti, ad esempio nei saponi, nei detergenti, nei profumi e nelle creme spermicide, può causare una reazione allergica, con irritazione, prurito ed eruzione cutanea.
Infezione. L’infezione dovuta al lievito Candida albicans (la candida) può provocare un’eruzione cutanea con prurito e macchioline. Alcune malattie sessualmente trasmissibili, come la gonorrea, l’herpes genitale e la sifilide, possono causare i sintomi della balanite.
Inoltre i pazienti diabetici hanno maggiori probabilità di soffrire di balanite, perchè il glucosio (lo zucchero) presente nelle urine che rimane sotto il prepuzio è un ottimo terreno di coltura per i batteri.



L’infiammazione cronica del glande e del prepuzio può causare lesioni che a loro volta provocano il restringimento del prepuzio (fimosi) e dell’uretra (il tubicino che permette all’urina di fuoriuscire dalla vescica). L’infiammazione può anche far gonfiare il frenulo e provocare quindi lesioni al pene.
Nei pazienti che soffrono di fimosi il prepuzio è talmente stretto che non è possibile ritrarlo per scoprire la sommità del pene. La parafimosi, invece, si verifica se il prepuzio, una volta ritratto, non riesce a ritornare nella posizione originaria.
La fimosi, che è molto comune tra i bambini, può essere congenita, cioè presente fin dalla nascita. Può anche essere provocata da un’infezione o da una lesione causata da un trauma o da un’infiammazione cronica. Un’altra causa della fimosi è la balanite, che provoca lesioni e restringimento del frenulo. È necessario un intervento medico tempestivo se il disturbo impedisce o ostacola la minzione.

La parafimosi è una situazione di emergenza che può causare gravi complicazioni se non viene curata; può comparire dopo un’erezione o dopo un rapporto, oppure può essere causata da un trauma al glande. Chi soffre di parafimosi non riesce a ricoprire il glande. Se si lascia trascorrere troppo tempo, il pene comincia a far male e a gonfiarsi e iniziano i problemi circolatori. Nei casi più gravi, infine, il mancato afflusso di sangue può causare la morte dei tessuti (cancrena) e può rendere necessaria l’amputazione del pene.

Il tumore del pene è una forma di cancro molto rara che si verifica quando cellule anomale presenti nel pene iniziano a dividersi e a proliferare in modo incontrollato.
La causa del tumore al pene non è nota con esattezza, ma si sa che la probabilità di ammalarsi può aumentare in presenza di determinati fattori di rischio. Un fattore di rischio è un’abitudine o una condizione che fa aumentare il rischio di ammalarsi.
Chi non è circonciso corre un maggior rischio di ammalarsi.
Il papillomavirus è in realtà un gruppo costituito da più di 70 tipi di virus in grado di provocare verruche genitali (papillomi). Alcuni tipi di HPV possono infettare gli organi genitali e la zona anale e vengono trasmessi mediante contatto sessuale.
Il fumo espone tutto l’organismo, e non solo i polmoni, a diverse sostanze cancerogene.
Le secrezioni oleose della pelle si possono accumulare sotto il prepuzio. Il risultato è una sostanza densa e maleodorante, detta smegma. Se il pene non viene pulito adeguatamente, lo smegma può causare irritazione e infiammazioni.
La maggior parte dei casi di tumore al pene si verifica in persone di età superiore ai 50 anni.

La cosiddetta sindrome del chiodo rotto, un raro trauma consiste nella rottura improvvisa della tonaca albuginea. Spesso accade durante il sesso, e si sentirà un forte e doloroso scoppio seguito da una perdita immediata dell’erezione. Il pene diventa nero o blu, ed è meglio andare subito in ospedale.

L’alcol agisce come sedativo sulle strutture cerebrali, e berne troppo può rendere difficile, o addirittura impossibile, l’erezione e l’eiaculazione.

L’emospermia, un’infiammazione o un trauma nella prostata o in altre ghiandole, rende il liquido seminale di un colore rosso.

Le palle blu esistono realmente e si chiamano “congestione prostatica”, quando i testicoli sono sottoposti a una prolungata stimolazione sessuale senza arrivare all’eiaculazione. Il fenomeno è molto doloroso e può aiutare una doccia fredda e soprattutto portare a termine il rapporto.

Se non riesci a controllare il tuo prurito al pene le cause possono essere molteplici: infezioni, funghi, scabbia, pedivulosi, batteri, ma anche virus. La scarsa igiene è la causa prima del prurito e del rossore al pene.

La disfunzione erettile può accadere a qualsiasi età e in qualsiasi momento. La causa più comune è psicologica, ma possono esservi anche motivi fisiologici, come problemi vascolari, neurologici o ormonali.

Non c'è pillola dell'amore che tenga, l'organo sessuale maschile starebbe vivendo un periodo di "crisi" dovuto alla riduzione negli anni delle sue dimensioni: frutto dell'età media che si allunga ma che porta con se malattie croniche - ad esempio il diabete - che incidono negativamente sullo stato di salute del "sesso".

«Oggi la lunghezza media è di circa 13 centimetri, ma non abbiamo molti dati sulle dimensioni del sesso del maschio adulto di 60 anni fa - si legge su un quotidiano online - Tuttavia ciò che sappiamo è che gli uomini contemporanei vivono molto più a lungo, ma spesso sono più grassi o soffrono di malattie croniche come il diabete che influiscono sulla frequenza e sulla mascolinità delle erezioni».
Il quotidiano inglese non è particolarmente scientifico nella sua analisi, ma a supportare la teoria di un accorciamento dell'organo sessuale maschile, cita il libro The Feminization of Nature, firmato dalla scrittrice e gionalista scientifica britannica Deborah Cadbury.

Il volume è molto vecchio (risale al 1999) e analizza gli effetti sul sistema endocrino delle sostanze chimiche sempre più presenti negli ultimi decenni nell'alimentazione e nella vita quotidiana. Si punta il dito su sostanze e composti come i bifenili o il bisfenolo, presenti nelle plastiche di molti oggetti, e soprattutto sulle conseguenze negative a lungo termine sull'equilibrio ormonale.

L'effetto è che in media l'organo sessuale dei nonni era più lungo di due centimetri rispetto a quello dei nipoti. Ma la tesi - secondo i alcuni criteri - non si appoggia su basi scientifiche consolidate.




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