martedì 12 gennaio 2016

LA SCROFOLA



Nel Basso Medioevo, e nei secoli che vanno dal X al XII secolo, in Francia e in Inghilterra, ove la malattia era chiamata comunemente scrofula, si pensava che i sovrani, imponendo le mani, fossero in grado di guarire tale patologia. Pertanto era denominata anche tocco reale. La scrofola era anche chiamata the King's Evil ("il male del re" in inglese). Si pensava che i sovrani avessero ereditato tale capacità grazie alla loro discendenza da Edoardo il Confessore, re inglese dal 1042 al 1066, che, in base a talune leggende, lo aveva ereditato da San Remigio. L'ultimo esempio di pubblico tocco della scrofola fu il 31 maggio 1825 ad opera di Carlo X, tra la generale incredulità e derisione. Nel Regno di Sicilia invece, secondo i dettami della Scuola medica salernitana, la si curava semplicemente con empiastri di fico.

Un tempo più diffusa, rimane di carattere raro, si manifesta in persone immunodepresse (come quelle affette da HIV).

La scrofolosi o scrofola è un'infezione delle ghiandole linfonodali del collo meglio definita adenite tubercolare. Si tratta di una malattia infettiva generata da micobatteri; nell'adulto è soventemente provocata dal Mycobacterium tubercolosis o scrofulaceum (anche responsabile della ben più nota e letale tubercolosi polmonare) che, in questo caso, penetra nel circolo linfatico e colpisce alcuni linfonodi tra i quali soprattutto quelli al di sotto della mandibola; al contrario, nei bambini la scrofolosi o scrofola è provocata da altri micobatteri "NON tubercolari o atipici" come il Nontuberculous mycobacteria.

La scrofola esordisce con l'ingrossamento sproporzionato delle ghiandole del collo, con ingravescenza maggiore su quelle site alla base della mandibola; questa linfoadenopatia è associata a manifestazioni cutanee, mucose e talvolta ossee; la compromissione dei linfonodi è indolore ma, se non trattata, acquisisce consistenza duro-elastica e raggiunge o supera i 2 centimetri di diametro per ogni linfonodo (linfoadenomegalia). Talvolta provoca AGGREGAZIONI e deforma profondamente i lineamenti di chi ne è affetto.
La scrofolosi o scrofola si distingue dalla maggior parte delle malattie infettive per l'assenza di infiammazione localizzata (priva di "rossore-calore"), determinando una tumefazione peculiare detta "ascesso freddo".
A livello sistemico, la scrofolosi o scrofola provoca febbre e brividi tipici delle infezioni gravi.



Il termine scrofolosi o scrofola (conosciuta anche come scrofula o infezione scrofolosica), origina dalle profonde malformazioni che questa patologia determina sui soggetti non trattati; i linfonodi colpiti, in particolare quelli che confluiscono in masse di dimensioni ragguardevoli, talvolta provocano la rottura della cute sovrastante e l'esplosione dell'ascesso (fistola) con abbondante fuoriuscita di pus. E' quindi deducibile che, anche supponendo la totale remissione patologica, le cicatrici retraenti delle fistole provocate dalla scrofola risultino deformanti e permanenti.
Oltre ai danni delle ghiandole del collo, si evidenziano lesioni delle mucose oculari (cherato-congiutivite fittenulare), nasali, delle labbra (peri-buccale), eczema del viso e del cuoio capelluto (scrofulodermi - tuberculidi) e tumefazione del naso e del labbro superiore... ma anche inspessimenti periostei delle falangi di mani e piedi. Tali deformazioni, associate alle cicatrici retraenti delle fistole o, ancor peggio, all'espressione di aggregati linfomegalici, conferisce ai malati (soprattutto i bambini) l'aspetto tipico di un suino (facies scrofola). Da tutto ciò origina il nome scrofolosi o scrofola.

La terapia della scrofolosi o scrofola è prevalentemente antibiotica, chemioterapica antitubercolare e climatica di mare (riposo, alimentazione abbondante, vita all'aria aperta, elioterapia ecc.); in alcuni casi, soprattutto quelli generati dal Nontuberculous mycobacteria, si rende necessaria l'asportazione chirurgica degli ascessi ma la coadiuvazione farmacologica rimane comunque di primaria importanza.
Nel corso della storia, alcuni specialisti hanno riconosciuto l'olio di semi di papavero come alimento utile e terapeutico nei confronti della scrofolosi o scrofola; d'altro canto, è anche opportuno specificare che alcuni soggetti affetti da questa malattia (soprattutto bambini dopo la pubertà) hanno goduto di risoluzioni patologiche totalmente spontanee. In definitiva, non è semplice definire la reale utilità dell'olio di semi di papavero nella cura della scrofolosi o scrofola che colpisce i soggetti più giovani.

La terapia climatica è un metodo curativo molto antico; essa si rivela utilissima sia nel trattamento di varie infezioni, tra le quali la suddetta scrofola (sulla quale agisce in maniera polivalente), che in altri disturbi eziologicamente differenti come: il rachitismo, i reumatismi, l'osteoporosi, l'artrosi, gli eczemi, la psoriasi, la depressione, l'ansia ecc.
Essa si basa sull'efficacia terapeutica dell'esposizione tegumentaria (della pelle) ai raggi solari con umidità e ventilazione tipiche del clima marittimo; i relativi meccanismi d'azione sono di vario genere: in primis, si evidenzia una spiccata sintesi endogena di vit. D, necessaria al metabolismo del calcio, quindi utile all'ossificazione. Non sono da trascurare la secchezza dell'aria e il calore da irradiamento diretto (ma moderato) del sole, fondamentali nel decorso di alcune malattie della pelle e utili alla remissione dei reumatismi; ricordiamo inoltre che la carenza o l'eccesso di alcuni ormoni responsabili di malattie psichiatriche, come la depressione o gli stati ansiosi, è in buona parte migliorabile dall'esposizione ai raggi solari con effetto positivo sulla guarigione o sulla moderazione dei sintomi.
Nell'elioterapia è molto importante anche l'effetto benefico dello iodio ambientale e quello alimentare; questo microelemento, potenzialmente carente nella dieta, è ricco nel pesce marino e nel sale iodato o nel sale integrale; la sua funzione principale è quella di costituire parte degli ormoni tiroidei (regolatori del metabolismo, della crescita e della morfogenesi di alcuni organi e apparati) e risulta particolarmente utile sia alla remissione della scrofolosi o scrofola del bambino, sia al miglioramento dell'ipotiroidismo (peraltro a volte caratterizzato da sintomi di natura neuro-psichica - sintomi depressivi) e indirettamente di molti altri disturbi correlati.





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