domenica 4 ottobre 2015

IL MOLLUSCO CONTAGIOSO




Il molluscum contagiosum virus (MCV) appartiene alla famiglia Poxviridae, sottofamiglia Chordopoxvirinae, genere Molluscipoxvirus. Il termine pox contenuto nel nome di questi virus, deriva dalle vescicole (in inglese: poxes) prodotte dal virus del vaiolo (smallpox). Vi sono 4 tipi di MCV, MCV-1 a -4. L'MCV-1 è il più diffuso, l'MCV-2 è molto più raro e viene osservato solitamente negli adulti ed è spesso trasmesso attraverso i rapporti sessuali.

La malattia si manifesta con papule (lesioni cupoliformi), con un leggero incavo al centro detto “ombelicatura”, che possono essere da un paio fino ad un centinaio e possono situarsi in ogni parte del corpo salvo che sulla pianta dei piedi e sul palmo delle mani. In genere il contagio si può contrarre toccando una parte di una persona che ne è colpita o, per esempio, attraverso asciugamani, accappatoi, equipaggiamenti ginnici condivisi tra più persone.

È in commercio anche in Italia un prodotto in soluzione a base di Idrossido di Potassio  per il trattamento e la cura del Mollusco Contagioso da eseguire a domicilio. Il trattamento dura circa 15 gg ed ha una prognosi favorevole anche sulle recidive. Ulteriori trattamenti variano, a seconda del caso bambino/adulto e del numero delle lesioni. Se le papule sono poche si possono asportare in anestesia locale mediante cucchiaio tagliente(curette). Si usano anche disinfettanti allo iodio, oppure si procede alla distruzione delle papule mediante toccature con acidi, oppure anche con altri metodi come il congelamento e la bruciatura, ma non sui bambini, in quanto pratiche dolorose. Vi sono anche altri trattamenti con farmaci alternativi oppure con farmaci usati normalmente per l’acne come la tretinoina o l'isotretinoina; un altro approccio nuovo è quello di applicare direttamente sulle lesioni farmaci antivirali. Vi sono poi alcuni prodotti a base di vaseline e acido salicilico a diverse concentrazioni che possono essere utili per "bruciare" le papule in modo che non siano più infettive e che possano essere facilmente eliminate come una normale ipercheratosi.Le papule possono anche scomparire da sole nel giro di 6 mesi-un anno, ma se molto grosse e infiammate possono lasciare cicatrici. Trattandosi di una malattia infettiva e virale che si trasmette da uomo a uomo, è richiesta la massima prudenza da parte di chi è affetto dalla malattia, al fine di diminuire il pericolo di contagio di terze persone. Il riconoscimento precoce è di grande importanza sia per il trattamento sia per il contenimento del contagio verso gli altri. Spesso si osserva un ritardo nella diagnosi e nella cura, dovuto al fatto che le lesioni solitamente non sono né dolorose né pruriginose, e quindi, a prescindere dall'aspetto estetico, non causano disturbo.



Negli adulti di norma le lesioni si manifestano sulle cosce, sulle natiche, sull’inguine ed il basso ventre e, in alcuni casi, possono comparire sui genitali esterni e nella zona anale.

I bambini, di solito, presentano lesioni sul volto, sul tronco, sulle gambe e sulle braccia.
Le lesioni provocate dal mollusco contagioso possono durare da due settimane fino a quattro anni, ma in media rimangono visibili per due anni.

Se molto grosse e infiammate le papule possono lasciare cicatrici.

I malati di AIDS e tutti coloro che hanno un sistema immunitario compromesso potrebbero avere eruzioni cutanee più gravi.

Il mollusco contagioso può essere trasmesso per via sessuale, mediante il contatto con tra le epidermidi (e non necessariamente tra le mucose) e/o con le lesioni della pelle. La trasmissione mediante contatto sessuale è la forma più frequente di contagio tra gli adulti.

Non si sa con certezza per quanto si rimanga contagiosi, ma i ricercatori ritengono che il virus, finché non viene eliminato, possa sempre essere trasmesso.

Nelle persone contagiate dal virus HIV, spesso il mollusco contagioso è una malattia progressiva e cronica.

La diagnosi di solito è resa possibile dall’aspetto caratteristico delle lesioni. Il mollusco contagioso può essere diagnosticato prelevando un campione dalla lesione, collocandolo su un vetrino ed effettuando la cosiddetta colorazione di Gram: a seconda del colore ottenuto si capisce se le cellule sono infette o meno. La diagnosi, inoltre, può anche essere effettuata raccogliendo un campione dalla lesione ed esaminandolo con un microscopio elettronico.

La maggior parte dei sintomi del mollusco contagioso scompare senza bisogno di ricorrere ai farmaci, ma di solito le papule vanno rimosse. La loro rimozione diminuisce la probabilità sia dell’autoinoculazione sia di contagiare gli altri.

Le papule possono essere rimosse chirurgicamente e/o trattate con una sostanza chimica, come la podofillina, la cantaridina, il fenolo, il nitrato d’argento, l’acido tricloroacetico o lo iodio.Un metodo di rimozione alternativo è la crioterapia.

Un approccio più recente prevede l’applicazone direttamente sulle lesioni farmaci antivirali.
Le lesioni possono ripresentarsi, ma non è chiaro se le ricadute siano dovute alla reinfezione, al peggioramento di un’infezione subclinica o alla riattivazione di un’infezione latente.

La trasmissione attraverso il contatto sessuale è la forma più frequente di contagio tra gli adulti, quindi il modo più efficace per prevenire l’infezione virale è quello di evitare i contatti epidermici con un partner infetto.
Il preservativo o gli altri metodi di barriera per i rapporti vaginali, orali e anali possono contribuire a evitare il contatto. Questi metodi comunque hanno alcune limitazioni, perché per essere contagiati dall’MCV non è necessario il contatto tra le mucose.
Non è consigliabile usare gli spermicidi, perché sono in grado di irritare la pelle o il tessuto vaginale e, soprattutto nelle donne, di causare abrasioni (piccole aperture nella pelle) che potrebbero facilitare il contagio delle MST e delle infezioni a trasmissione sessuale.
Il preservativo è in grado di proteggere il pene o la vagina dall’infezione, però non impedisce il contatto con altre zone, come lo scroto o la zona anale.
È consigliabile avere relazioni monogame (cioè avere rapporti con un solo partner sano) e pretendere che il partner faccia lo stesso con voi.
Se siete stati colpiti dal mollusco contagioso evitate di toccare altre parti del corpo subito dopo aver toccato una lesione: potete farlo solo se vi lavate bene le mani, per prevenire il rischio di autoinoculazione..



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