domenica 18 ottobre 2015

LA MEDITAZIONE



.La meditazione è, in generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che essa smetta il suo usuale chiacchierio di sottofondo e divenga assolutamente acquietata, pacifica. Lo stato di meditazione viene raggiunto con la totale concentrazione dell'attenzione nel momento presente (qui e ora). È una pratica volta quindi all'auto-realizzazione. Lo scopo religioso, spirituale, filosofico o il miglioramento delle condizioni psicofisiche nella meditazione sono una scelta prettamente personale.

Tale pratica, in forme differenti, è riconosciuta da molti secoli come parte integrante di tutte le principali tradizioni religiose. Nelle scritture sacre induiste compilate approssimativamente a partire dal VII secolo, è presente il primo riferimento esplicito alla meditazione che sia giunto fino a noi, indicata con il termine sanscrito dhyana.

Nell'ambito della psicosintesi è definita uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva).

Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa. In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di elementi che riguardano il mondo interiore o di semplici oggetti, per raggiungere un maggiore stato di concentrazione e di ponderazione. Questo è un tipo di meditazione usato spesso dalla cultura occidentale.

La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri", ovvero libero dall'attività psichica dell'essere umano, talvolta caotica e confusionaria. È un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali. Entrambi richiedono fasi di concentrazione e la visualizzazione

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Attraverso la dinamica del modo di operare della mente, si può riuscire a riconoscere la distinzione tra un io egocentrico, che si identifica con l'essere io (nome) e l'Io (sé) in grado di osservare l'osservatore (oggettivizzare il soggetto).

Nello yoga lo stato raggiunto tramite la pratica della dhyana favorirebbe l'esperienza della "visione" e, ad un livello superiore, dell'illuminazione, ossia della rivelazione della divinità onnipresente. Nell'ambito dello Yoga, la meditazione è il 7º degli otto stadi indicati da Patanjali e si dice che la mente è nello stato di meditazione, dhyana, non sta meditando è la meditazione stessa, e mentre ci sono molte tecniche di concentrazione, dharana, non esiste una vera e propria tecnica di meditazione. Nella pratica di Sahaja Yoga la meditazione è considerato uno stato d'essere che si manifesta come assenza di pensieri, chiamato consapevolezza senza pensieri, dove la mente smette il suo usuale chiacchierio di sottofondo e diventa assolutamente tranquilla.

Questo stato di "pura consapevolezza senza oggetto" può essere raggiunto anche con altri generi di pratiche meditative: ad esempio la Meditazione Trascendentale si basa sulla ripetizione mentale di un mantra. In ogni caso il termine "meditazione", com'è inteso normalmente nella lingua italiana, si rivela inadeguato a dare un'idea efficace di questo tipo di pratiche: un termine meno impreciso potrebbe essere contemplazione.

Nel Surat Shabd Yoga vengono praticate parallelamente due tecniche di meditazione, una mirata alla visione della Luce Interiore e una mirata all'ascolto della Corrente Sonora (o Shabd). La prima pratica è sempre accompagnata dal Simran o ripetizione dei Nomi Divini (pratica del tutto analoga alla ripetizione di mantra nell'induismo o buddhismo o al dhikhr sufi). Viene raccomandato dal Guru di praticare perlomeno due ore al giorno di meditazione, e progressivamente aumentare.

Esistono molti percorsi personali che non sono all'interno di una religione o una filosofia e di cui la meditazione è strumento indispensabile per approfondire i lati oscuri di noi stessi. Molti si avvalgono di un maestro che permette loro di fare un cammino, un percorso che attraversa nuove realtà e che si lascia alle spalle vecchi mondi, in un procedere verso la maggiore consapevolezza di se stessi e della realtà.

Un aspetto fondamentale è la riduzione della sofferenza che insieme alla maggiore consapevolezza abbisognano di un maestro. A tal fine occorrerà conquistarsi un cammino e capacità di meditazione nella relazione con la figura di riferimento. È importante che il maestro non sia solo "padre"/"madre" ma una figura che possa essere lasciata per una nuova realtà affettiva.

In particolare la meditazione del Buddha Sakyamuni e di altri saggi (come Osho Rajneesh) non era ascritta a nessuna religione o filosofia ma seguiva un cammino personale.

Parecchi studi condotti fin dal 1970 su una tecnica specifica, la Meditazione Trascendentale, hanno evidenziato la sua efficacia nella diminuzione di ansia e stress e nel miglioramento della salute. In seguito furono condotte altre ricerche e meta analisi coinvolgendo altri metodi di meditazione.

Recentemente uno studio scientifico americano pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha dimostrato effetti rilevanti della meditazione secondo il metodo Integrative body-mind training (tecnica nata in Cina negli anni '90) sul miglioramento delle condizioni di vita: la depressione si attenua, e le difese immunitarie si rinforzano. I ricercatori hanno verificato che il gruppo di studenti che avevano applicato avevano una concentrazione di cortisolo molto inferiore e una migliore risposta immunitaria rispetto al gruppo di controllo. Dai questionari è anche emerso che la meditazione aveva abbassato i livelli di rabbia, ansia, depressione e fatica. Il dottor Yi-Yuan Tang, il coordinatore della ricerca ha così dedotto che i processi mentali, la consapevolezza e l'attenzione sono aspetti della vita che possono essere esercitati, esattamente come i muscoli.



Il nostro corpo ha una capacità di guarire se stesso molto maggiore di quanto crediamo. L'esperienza della trascendenza crea la condizione ideale per attivare la capacità innata di guarigione del nostro corpo. Fortunatamente questo è molto più facile di quanto si pensasse, come è stato confermato da 600 ricerche scientifiche; sono 6 milioni le persone che praticano la Meditazione Trascendentale in tutto il mondo e in Italia sono 40.000. C’è solamente bisogno della giusta tecnica e di istruzioni adeguate. La vera meditazione è facile. Chiunque può impararla, è divertente, naturale e molto efficace. La maggior parte delle persone pensano che la meditazione comporti un qualche tipo di controllo mentale, che costringa la mente a essere tranquilla tramite un qualche tipo di concentrazione (sul respiro, un suono, o sull’"essere qui e ora"). La concentrazione va contro la natura della mente e non è certamente piacevole. La Meditazione Trascendentale invece è estremamente facile e piacevole.

La meditazione sta diventando un metodo sempre più popolare per gestire lo stress, ma la vera esperienza della trascendenza ha un effetto molto più profondo del semplice rilassamento. Purtroppo fino a poco tempo fa in ogni parte del mondo la conoscenza di come trascendere facilmente era andata perduta. I testi della tradizione più antica della conoscenza descrivono la trascendenza come lo stato più elevato dell’esperienza umana, fondamentale per il nostro completo sviluppo come esseri umani. Oggi questo trova conferma grazie alla scienza moderna, che misura ciò che accade nel corpo e nel cervello durante la pratica della Meditazione Trascendentale.
Un profondo stato di riposo: molto più profondo del comune rilassamento, anche più profondo del sonno.
Pace e felicità interiori: una significativa riduzione degli ormoni dello stress e un aumento degli ormoni della felicità.
Uno sviluppo olistico del cervello: valutabile attraverso misurazioni EEG della coerenza delle onde cerebrali.
Tutti questi effetti rendono la pratica della MT altamente efficace in tutte le aree della vita.

Quando la mente trascende il più sottile impulso del pensiero, entra in uno stato di completo silenzio interiore. Ciò avviene in modo completamente naturale e privo di sforzo. Non possiamo cercare di rendere silenziosa la mente, non dobbiamo. Con la giusta tecnica la mente lo fa da sola. Quando la mente trascende, il corpo entra spontaneamente in un profondo stato di rilassamento, persino molto più profondo del sonno.

Questo profondo riposo attiva il potere interno di guarigione del nostro corpo.
Rilassamento significa eliminazione delle tensioni. Il corpo ha un modo completamente naturale per rimuovere tutte le tensioni che accumula. E questo è quello che facciamo durante il sonno, ma il riposo del sonno non è abbastanza profondo per rimuovere gli stress traumatici profondamente radicati. Trascendere farà esattamente questo.
I risultati sono più evidenti in coloro che ne hanno più bisogno. Una recente ricerca condotta sui veterani di guerra dell’Iraq ha mostrato una riduzione del 50% del PTSD e della depressione dopo sole 8 settimane di pratica della Meditazione Trascendentale. I risultati sono stati così spettacolari che la CNN li ha presentati  in occasione dell’US Veteran’s Day.
Questa non è che l’ennesima conferma di precedenti ricerche scientifiche condotte sui veterani di guerra del Vietnam circa 25 anni fa.



In questa ricerca il gruppo che praticava la Meditazione Trascendentale ha mostrato evidenti miglioramenti dei casi di PTSD, ansia, depressione, insonnia, ecc., tanto che, dopo soli tre mesi di pratica, il 70% dei veterani di guerra non ha più richiesto alcun ulteriore trattamento. Il gruppo di controllo che è stato sottoposto a psicoterapia non ha mostrato alcun miglioramento.

La portata dei problemi di queste persone va ben oltre a quella dei nostri. Se la Meditazione Trascendentale può aiutarli, anche quando nient’altro sembra funzionare, possiamo immaginare che possa aiutare chiunque.

Lo stress disturba il normale funzionamento del cervello, provocando tra l’altro, una diminuzione della produzione dell’ ‘ormone della felicità’, la serotonina. La mancanza di serotonina influenza non solo il nostro senso interiore di felicità, ma è anche associata a emicrania, disturbi del sonno, ansia, scoppi di rabbia, morbo di Alzheimer, disturbi alimentari, dipendenze e molto altro ancora. Si può cercare di controllare la serotonina artificialmente (come fanno gli antidepressivi), ma questo influenza solo i sintomi, non il vero problema in sé.

L’esperienza di trascendere, invece, attiva la capacità di guarigione del nostro corpo e in questo modo il cervello può funzionare normalmente. Il risultato? Un aumento completamente naturale della produzione della serotonina durante la pratica della Meditazione Trascendentale e, in seguito, anche nel resto della giornata.

Trascendere non ha solo un effetto sulla nostra salute, il nostro benessere, la nostra autostima e le nostre relazioni, ma influenza anche lo sviluppo del nostro cervello – anche negli adulti – i cui si presume che il cervello sia già pienamente sviluppato.
Ma gli effetti stessi sono chiaramente valutabili, ad esempio, attraverso una misurazione della coerenza EEG.

Quando una parte del cervello è attiva, l’attività elettrica può essere misurata con un elettroencefalogramma (EEG) e i risultati possono essere visualizzati sotto forma di onde. Al giorno d’oggi si possono inviare a un computer due di questi tracciati provenienti da parti diverse del cervello e si può calcolare matematicamente la misura in cui queste onde sono simili o coerenti. Rilevare una coerenza elevata significa che queste diverse parti del cervello funzionano insieme come un tutt’uno.


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